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Il bacio di Klimt tra le rovine della Siria impazza su Social. Non è un murales, ma photoshop

Da qualche giorno impazza su Twitter, e anche su altri social media, un’immagine evocative e poetica. Ritrae un palazzo siriano sventrato dalle bombe su cui è stato dipinto il bacio di Klimt.

In realtà nessuno è riuscito a riprodurre il celebre quadro nei quartieri devastati di Damasco. Si tratta di un fotomontaggio. Lo ha realizzato Tamam Azzam, artista siriano che da anni vive e lavora a Dubai e usa le sue opere per denunciare i conflitti e le emergenze sociali del suo Paese.

bacio

La sovrapposizione tra grandi opere contemporanee e scenari di guerra è una serie che Azzam ha creato per “sottolineare il parallelo tra le più grandi conquiste dell’umanità e la distruzione che l’uomo è in in grado di infliggere. “Il Bacio’” mostra l’amore e il rapporto tra le persone, è l’ho contrapposto a un simbolo, come un muro distrutto, che rappresenta la capacità del popolo di odiare il regime“, come raccontato al blogger de Il fatto Quotidiano Shady Hamadi

L’artista siriano Tammam Azzam, costretto a fuggire a Dubai lo scorso anno per evitare il servizio riservista nell’esercito.

L’artista è stato costretto a fuggire lo scorso anno per evitare il servizio riservista nell’ esercito. Non crede che l’arte possa salvare la Siria, ma che, almeno, serva a mantenere la speranza di un futuro migliore.

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Quando l’arte diventa #green. Due giovani artisti realizzano opere con rottami e cartelli stradali

Bianca Giommi e Matteo Filannino sono due quasi trentenni. Fanno coppia nel lavoro e nella vita. Lei è fotografa e pittrice, diplomata all’ Accademia di Belle Arti di Bologna. Lui artista autodidatta. Insieme realizzano opere d’arte ecologiche con materiali di scarto, creano installazioni e sculture persino con vecchi elettrodomestici e cartelli stradali.
TgCom24 ha intervistato Bianca per capire come si può unire la passione per l’arte all’amore per l’ambiente.

Quali sono le tappe principali della vostra carriera di artisti?
“Abbiamo cominciato realizzando installazioni e scenografie con materiali di recupero e esponendole nelle mostre collettive. Poi le nostre opere sono state presentate a Festival e Fiere dedicata all’ambiente come Pesarottama a Pesaro o Ecomondo a Rimini”.
Pesarottama 2011 Urban designPerché avete scelto di fare arte sostenibile?
“Oggi pensare green è di moda. Molti dicono di essere attenti all’ ambiente, ma spesso è solo una posa. In Italia la sensibilità verso i temi dell’ecologia non è ancora davvero sviluppata. Per noi, invece, è stata una scelta spontanea. E’ bello poter lavorare con materie che hanno già una lunga storia e un significato”.
Sonora, la seduta con parti di lavatrice

Quali materiali usate?
“Per la maggior parte delle opere utilizziamo scarti industriali, biciclette, oggetti di legno, pezzi di vecchi mobili, cartelli stradali, addirittura rubinetti o lavatrici usate. Dal 2011 Sider Rottami Adriatica, azienda che si occupa del recupero di rottami speciali, ci fornisce dei pezzi meravigliosi. Sarebbero materiali di scarto, ma per noi diventano preziosi. Rendono unici i nostri lavori”.

Sorriso
Gli acquirenti delle vostre opere sono persone attente all’ambiente o semplici appassionati di arte?
“Chi ci segue e compra le nostre opere è, nella maggior parte dei casi, una persona che ha a cuore l’ecologia e la sostenibilità, ma è anche affascinata dagli oggetti antichi”.
Avete un artista di riferimento? 
“Stimiamo diversi artisti, ma non abbiamo un riferimento particolare. Per noi l’ispirazione arriva soprattutto dai materiali che utilizziamo e dal mondo che ci circonda”.Realizzate anche pezzi con materiali tradizionali? 
“Io continuo l’attività di fotografa, che ovviamente non può avvalersi di materia riciclata, ma mi piace creare delle contaminazioni. Unire in un unico processo creativo arte, design e riuso. Stiamo preparando un laboratorio in un castello immerso nella natura a pochi chilometri da Milano. Sarà uno spazio per le nostre opere e per quelle di altri artisti. Vogliamo organizzare mostre e festival per promuovere una nuova idea di arte sostenibile”.
Pubblicato su Tgcom24 l’8/1/2013 

Berlusconi morto in un’opera d’arte: “Il sogno degli italiani”.

Una teca di cristallo, come per i santi, i Papi e i grandi leader. Al suo interno però riposa Silvio Berlusconi, morto o dormiente, a seconda della libera interpretazione. L’ex presidente del Consiglio indossa il doppio petto blu d’ordinanza, ma ai piedi ha delle babbucce di Topolino. Nella mano destra stringe “Una storia italiana”, l’opuscolo fatto arrivare per posta a milioni di italiani prima della vittoria del 2001. La sinistra è maliziosamente appoggiata vicino ai pantaloni abbassati. Non è realtà ma un sogno, per la precisione “Il sogno degli italiani”. E’ questo il titolo, ripreso da una frase pronunciata dallo stesso Cav. al telefono con le sue amiche, dell’opera d’arte shock di Antonio Garullo e Mario Ottocento. Coppia artistica e sentimentale, il loro è stato il primo matrimonio tra gay italiani, che da anni fa scalpore con le sue creazioni.

L’opera, una statua in resina e silicone, è esposta a Roma a Palazzo Ferrajoli, proprio di fronte a Palazzo Chigi, vecchio regno di Silvio Berlusconi.

Secondo i critici si tratta di un perfetto esempio di neorealismo artistico…

Il 1°maggio di #OccupyWallStreet, tra proteste, arresti e poster

Primo maggio di cortei anche negli Stati Uniti, dove le proteste contro le disuguaglianze sociali ed economiche sono state guidate soprattutto da  Occupy Wall Street. Il movimento nato lo scorso settembre sulla scia della grave crisi economica mondiale aveva attraversato un momento di stanca, ma ieri è tornato a farsi sentire. Nella sola città di […]

Arte di protesta in Giappone. Un dito medio contro il nucelare

Non si fermano in Giappone le proteste contro il nucleare, amplificatesi dopo il tragico incidente dello scorso anno alla centrale di Fukushima. Nell ‘impero del Sol Levante si usano però forme di dissenso pacifiche e artistiche, la cui forma elegante riesce a veicolare anche un contenuto duro e  rabbioso. Come le candele a forma di […]

Russia, la protesta diventa Viral Art e il web la racconta in streaming

Lo scorso 4 febbraio a Mosca decine di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l’attuale primo ministro e candidato presidente Vladimir Putin. In quella che è stata  l’ultima puntata del dissenso, dopo i cortei del 10 e del 24 dicembre, sono entrati in scena anche i manifestanti pro-Putin. Alcuni di loro, però, sarebbero dei prezzolati.

E mentre in rete circolano i video di alcuni “esperti figuranti della politica” che si fanno pagare 500 rubli  per partecipare al corteo filogovernativo

l’opposizione si sbizzarisce con forme di protesta sempre più creative. Vere e proprie performance,  diventate oggetto di un approfondimento, a sua volta molto interessante perché esempio di talk-show in streaming,  sulla verione inglese della tv araba  Al Jazeera.

Chissà cosa riusciranno a inventarsi gli oppositori da qui al 4 marzo. Certo avranno bisogno ancora di molta fantasia, e non solo, per battere il primo ministro in carica.

Fantasia che, invcece, non è mancata ad AP. Come svelato da Linkiesta, i photoeditor della famosa agenzia di foto-giornalismo hanno taroccato una foto dei manifestanti, spacciandola per uno scatto dello scorso 4 febbario, mentre era datata 1991.

La foto incriminata

La foto incriminata