Tag Archive | elezioni 2013

Arfio Marchini ha vinto comunque

Alfio Marchini, il candidato al Campidoglio più elegante di tutti i tempi, non andrà al ballottaggio, ma il suo alter ego Arfio Marchini è il vero trionfatore di questa tornata elettorale.

Ecco la mia intervista ad Arfio e una nota sulle svolte politiche e di look del vero Alfio.

Entrambi pubblicati su Huffington Post

Arfio Ti amiamo, comunque

269636_366580466796732_75765132_n

Bersani e la mossa del Giaguaro

Coraggio, siamo quasi alla fine.

Il grande circo della politica italiana. Tra proposte shock, catene e calciatori

Lo scorso venerdì ho scritto sull’ Huffington Post grande circo della politica italiana. Raccontavo delle minacce di Bersani, delle catene di Giannino, degli hashtag poco sobri dedicati al professor Monti. Niente a confronto dell’ormai celeberrima proposta shock sparata ieri da Silvio Berlusconi.

Veghino elettori, venghino…..

Signore e signori, va in scena il grande circo della politica italiana. Bersani abbandona la pacatezza emiliana per mostrare i denti e promettere di sbranare gli avversari. Beppe Grillo, showman che ora rinnega la tv, gli risponde urlando dalla piazza dello Tsumani Tour “Cosa vuol sbranare? lo fa con le gengive? Così come ha fatto con Berlusconi in questi anni”.

Il professor Monti sbarca su Twitter, si lancia pure in uno struggente “Wow”, ma poi si becca un non proprio sobrio #sucamelamonti in risposta alla sua proposta di accorciare le vacanze scolastiche.

E poi c’è sempre Silvio Berlusconi, il mattatore. Compra e vende follower in rete, zittisce Santoro, pulisce sedie. Dice che poi, leggi razziali a parte, “Mussolini non era così male” e poco dopo si assopisce. Peccato fosse al Memoriale della Shoah di Milano. E’ sempre lui la star mediatica, niente da fare. Troppe frecce nelle suo arco di profondo conoscitore della comunicazione. Panem te circenses: a far dimenticare la gaffe arriva Super Mario Balotelli.

A insidiare il ruolo di showman di Berlusconi, anche se con altro stile, c’è Oscar Giannino. Look inconfondibile da flậneur decadente, sarcasmo sottile, strategica gestione dei coupe de théậtre. Su tutti l’incatenamento contro le tasse a Porta a Porta, che gli è valso il tormentone di Djannino chained, in onore dell’ultimo strepitoso film di Quentin Tarantino.

Djannino Chained

Djannino Chained

Poi all’improvviso arriva anche Antobio Ingroia, che si paragona a Giovanni Falcone e attacca briga con Ilda Bocassini, tirando in ballo Paolo Borsellino.

Ognuno ha la sua ribalta, il suo pezzo di giornale o di homepage. Il teatrino della politica non va in scena solo grazie alla cattiva maestra televisione e ai talk show. In queste elezioni ci sono anche i social media. Piace pensarli come mezzi nobili, con un pubblico scelto, ma non sempre è così. Anche la piazza digitale può diventare sguaiata come quella televisiva.

E’ il circo Barnum, ognuno fa il suo numero. C’è spazio per tutti, anche per noi cittadini, volendo.

Al voto mancano ancora 24 giorni. Sopravviveremo?

Pubblicato su Huffington Post l’1/2/2013

Se la politica diventa come la moda. Tricolore, blu e liste civiche, i trend delle elezioni 2013

Metti che poi, alla fine, la politica sia un po’ come la moda. Carrozzone, tante volte, lo e’già.

Basta aggiungerci un dettaglio, un po’ di colore e il gioco è fatto. Ci vogliono i trend di stagione.

E allora tra i must have per le politiche 2013 c’e innanzitutto il tricolore, possibilmente declinato in coccarda.

Tutti lo vogliono sul proprio simbolo. Dalla Scelta Civica di Monti, ai Fratelli d’Italia di La Russa, Meloni e Crosetto, passando per Gimapiero Samorì, il leader dei moderati in rivoluzione.

scelta-civica-monti1

Ci rinunciano solo Pierluigi Bersani e, per coerenza, Roberto Maroni, che non sceglie comunque simboli leghisti.

fratelli d'italia - logo

Nemmeno Antonio Ingroia, a dire il vero, si lascia tentare dal bianco rosso e verde. Per la sua Rivoluzione Civile  sceglie un omaggio ad una delle opere più iconiche di sempre: Il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Una fiumana di persone che marciano verso un luminoso avvenire. Un tempo era la celebrazione dell’ascesa di una nuova classe sociale, oggi di nuova classe politica. O almeno così promette il magistrato palermitano.

lombardia in testa

In questa stagione , poi, va tanto il blu. Il colore dei cieli immensi che fanno da sfondo ai primi piani dei candidati, “l’azzurro Italia” che ben s’intona ai simboli di partito.

Ma il vero cult di fine inverno, quello da avere al gran ballo del 24 febbraio, è “la lista civica” o perlomeno un po’ di “società civile”. Cosa sia, davvero, non si è ancora ben capito.

158653_RivoluzioneCivileAntonioIngroia_ralf

Tutti uguali i look di questi partiti. Una volta c’erano fiori, animali, arcobaleni. Oggi solo simboli della Nazione. Tempi di sobrietà, di rigore, magari,  ma anche trasposizione di una classa politica vecchia, stanca e un po’ omologata. In tutto.

Perché per rinnovarsi , almeno dal punto di vista della comunicazione, non basta sbarcare su Twitter a un mese dal voto.

Pubblicato su Huffington Post il 12/1/2013