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#Israele più forte, per Netanyahu

Israele al voto. Netanyahu e’ il favorito.
Il suo slogan “un partito forte, per un Paese forte”

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Gli investigatori privati e la disperata ricerca della serenità.

Tempi di incertezze, pure sentimentali, e di confini sempre più sottili, complice anche la Rete, tra privacy e vita pubblica.

Tutti elementi che contribuiscono ad accrescere il successo delle  investigatori privati.

In realtà  “gli Sherlock Holmes nostrani” esistono da sempre e non sono  solo il Refugium peccatorum di cornuti,  coniugi sospettosi e madri apprensive. Le agenzie di investigazioni private  in Italia sono centinaia e si contano anche diverse associazioni di categoria come Federpol o Associazione Italiana Investigatori Privati.

Sono state sdoganate al punto da venir pubblicizzate ovunque. Sulle radio, locali e nazionali, sulle riviste e persino in metropolitana.
L’altro giorno ero seduta su una panchina della fermata Cadorna a Milano. Davanti a me, al di la’ dei binari, c’era una ragazza mora. Mi guardava con un sorriso smagliante, di quelli buoni per reclamizzare qualunque prodotto, da un cartellone pubblicitario e diceva “Prima avevo un dubbio, ora sono serena”. La sua espressione rassicurante  era marchiata con l’indirizzo di un’agenzia di investigazioni.

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Chissà quanti coniugi sospettosi, mentre aspettavano la metro nell’ora di punta, si saranno fatti convincere dalla fanciulla ad appuntarsi il numero della “Reserv Investigazioni”. Così “perché non si sa mai e poi lui/lei ultimamente lui  e’strano/a”.

Quanti, invece, avranno tremato nel realizzare l’esistenza accessibile di diaboliche organizzazioni anti fedifraghi e, durante il rientro dal lavoro, avranno cancellato con minuzia da telefonini e tasche ogni prova della loro doppia vita.

I più liberali  avranno detto tra sé e sé “Far pedinare qualcuno? Non lo farei mai. Queste sono gravi limitazioni della persona”. Però poi, magari, pigiati nei vagoni,avranno pensato: “Un giro su quel sito me lo faccio, ma così, solo per curiosità”.

In Italia un investigazione privata può costare in media dai 100 ai 5.000 euro, ma il prezzo si alza quando il caso è particolarmente complesso o richiede spostamenti internazionali.

Del resto, per molti,  la serenità, anche quando è effimera, non ha prezzo.

“Cercasi operaio”. La Russia dice addio al mito del proletariato.

Per i puristi di sinistra sono in arrivo nuovi dolori. Chi è rimasto deluso dai Pantheon e dalle rievocazioni di preti e chierichetti dei candidati delle primarie del nostro centrosinistra dovrà fare i conti con altre delusioni in arrivo proprio dalla Madre Russia. Anche qui, ormai, gli operai, simbolo del comunismo che fu e della retorica della Rivoluzione, fanno capolino solo da qualche affiche d’epoca.

Pare infatti che nella Federazione nessun giovane voglia più fare lavori manuali o di fatica. A confermarlo c’è anche una campagna pubblicitaria, diffusa tramite spot tv e manifesti. L’ha firmata il governo, ma di istituzionale ha ben poco. Le protagoniste sono ragazze bionde e sinuose, vestite con una tuta da operaio in versione sexy e armate di trapano o occhiali da saldatore. Ammiccano implorando “Ho urgente bisogno di un muratore”. Ovviamente esistono anche le versioni con appelli a falegnami, idraulici e carpentieri.

Continua a leggere su L’Huffington Post 

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“Tanto studio. Un po’ di fame”. Pubblicità di uno snack o slogan per precari?

Claim come “Che mondo sarebbe senza nutella? ” o “Non è fame, ma voglia di qualcosa di buono” e spot tv con famiglie felici. Sono questi i veri ingredienti segreti di  Ferrero. Il marchio italiano leader nel mondo per la produzione di dolci e snack deve il suo successo anche a un immaginario di dolcezza, buoni sentimenti e genuinità.

I tempi però sono cambiati, c’è la grande crisi, la disoccupazione incombe e nemmeno il cioccolato basta a ritrovare il sorriso.

E allora ecco che alla “Bontà a cuor leggero” Kinder Bueno preferisce un “Tanto studio. Un po’ di fame”. Più che una headline pubblicitaria sembra uno slogan coniato da qualche giovane, e a volte nemmeno troppo, precario o sottopagato.

La nuova pubblicità di Kinder Bueno

Chissà, forse anche le grandi aziende provano, tra le righe, ad adattarsi ai sentimenti comuni.

Gli studenti, invece, visti anche gli scontri di oggi, sembrano non volersi adattare alla sempre più misera offerta della nostra società.

Benvenuti alle Olimpiadi di #Londra 2012 in tutte le lingue del mondo. Tranne che in italiano

Mentre su siti e Tg impazza il dibattito su un’Europa unita almeno nello sport e con un unico medagliere agli imminenti giochi olimpici, il sempre attento blog collettivo Nomfup scova una mancanza in uno spot di Londra 2012. Nel video viene dato il benvenuto alle Olimpiadi in, quasi, tutte le lingue del mondo. Manca clamorosamente l’italiano. In tempi in cui lo spettro dell’esclusione, economica e monetaria, fa sempre più paura, questo lapus potrebbe sembrare un nero presagio…

Un aquilone tricolore per il ritorno (alla purezza) di Berlusconi

Il partito non ha ancora un nome, ma ha già un simbolo. Sarà, forse, un aquilone tricolore ad accompagnare il ritorno in politica di Silvio Berlusconi. Come racconta sul Corriere della Sera di oggi il cronista politico Francesco Verderami, il Cav starebbe testando senza sosta il nuovo logo, che dovrebbe diventare emblema di quell’ottimismo necessario a rilanciare il Paese.

Insomma, simbolo nuovo, ma significato vecchio: la ricerca di felicità che prova a ignorare il baratro in cui si sta per precipitare.

Un’ icona fluttuante, che rimanda alla purezza infantile e che si inscrive benissimo nel rinnovamento d’immagine messo in atto da Berlusoni. Il jogging, la ritrovata forma fisica, la “morigeratezza” del calcio mercato e l’addio alla fida Nicole Minetti.

Struscio notturno al centro commerciale Aquilone-L’Aquila

L’Aquilone però, negli ultimi anni, è entrato nell’immaginario collettivo anche come simbolo della desolata ricostruzione de L’Aquila dopo il terremoto. E’ il nome del centro commerciale del capoluogo abruzzese, diventato un goffo tentativo di ricreare la socialità che una volta nasceva nelle strade del centro storico.

Una similitudine non casuale con il nuovo aquilone berlusconiano che vorrebbe tornare a volare leggero, dimentico del recente passato e della realtà.

Francia, una campagna provocatoria in difesa dei fotografi professionisti

La campagna della Upp

Stanchi di essere sfruttati e di vedere il loro lavoro sempre meno riconosciuto, i fotografi francesi hanno deciso di lanciare una campagna molto provocatoria, firmata dalla UPP Union des Photographes Professionels.

Protagonista del manifesto, che ha suscitato non poche polemiche, è un fotoreporter intento a scattare in condizioni estreme. Dietro di lui un elegante signore in una posa che non ha bisogno di spiegazioni. Sopra la headline “Ogni giorno il lavoro di un fotografo viene utilizzato senza il suo consenso”.

La campagna è stata fortemente voluta dai fotografi d’Oltralpe per dire basta a condizioni di lavoro ultra precarie e, a volte, anche poco dignitose. I free lance devono fare i conti con ritardi nei pagamenti di servizi che spesso vengono fatti a proprie spese e con le sempre più frequenti violazioni del copyright.

A quando un’iniziativa simile promossa dai giornalisti, che hanno esattamente gli stessi problemi?

Adolf Hitler diventa testimonial di uno shampoo in Turchia.

“Se sei un vero uomo devi usare uno shampoo da uomo”, parola di Adolf Hitler. Uno dei discorsi del Fuhrer è stato riutilizzato e tradotto da un spot turco che promuove un shampoo per capelli esclusivamente al maschile. Nel video, ora cliccatissimo su YouTube, il dittatore intima al suo pubblico di comprare “Biomen, uno shampoo per uomini veri”. Le immagini hanno provocato la reazione della comunità ebraica e domenica scorsa il Rabbino capo della Turchia, Ishak Aleva, ha emesso un comunicato in cui sottolinea come sia “totalmente inaccettabile usare Hitler, il più impressionante esempio di crudeltà e barbarie della storia”, per “attirare l’attenzione” in una pubblicità”.

Oggi lo spot è stato ritirato, nonostante, come sostenuto dal responsabile dell’agenzia pubblicitaria Marka, “la campagna puntasse a mettere in ridicolo il dittatore e non ad esaltarlo”.

Ma in questo caso il confine tra apologia e satira era davvero troppo sottile. Considerando anche i rapporti diplomatici già tesi tra Turchia e Israele, dopo l’episodio della Navi Marmara nel giugno 2010.

La comunità ebraica turca, 20 mila persone concentrate soprattutto a Istanbul, discendenti dai sefarditi che fuggirono dall’Inquisizione spagnola circa 500 anni fa per riparare nell’ Impero ottomano, tira un sospiro di sollievo. Dopo la strage di Tolosa tutto sembra più difficile.

San Pietroburgo, duemila persone in piazza contro Putin mentre l’icona Pop Madonna combatte le leggi omofobe

Quasi 2 mila persone sono scese oggi in piazza a San Pietroburgo per protestare contro il terzo mandato di Vladimir Putin. Gli slogan erano gli stessi sentiti anche a Mosca, come ”Putin ladro!” e ”Russia senza Putin”. La manifestazione e’ stata organizzata dal partito Comunista, dal partito Democratico Yabloko e dal movimento di opposizione Solidarnost. Ma nella città degli Zar c’è anche qualcun’altro che protesta e si tratta, niente-di-meno-che, di Madonna, ancora nei panni della pasionaria. Questa volta non per interpretare Evita Peron, ma per schierarsi contro la legge omofoba, approvata qualche settimana fa a San Pietroburgo, che vieta di parlare di omosessualità su libri e giornali. “Combatterò per la libertà con il mio show e la mia musica”, ha fatto sapere la cantante.

La pagina Facebook di Madonna

L’icona del pop, ma anche icona gay tra le più apprezzate, promette dalla sua pagina Facebook di organizzare un concerto nella città russa il 9 di agosto e di “parlare a favore della comunita’ gay, per sostenerla e per dare forza e ispirazione a tutti quelli che sono o si sentono oppressi”.

La legge contro la “propaganda gay”è stata firmata dallo stesso Putin, dal governatore Poltavchenko e da altri ex ufficiali del KGB e vieta tassativamente ogni messaggio, libro, organizzazione o evento che si riferisca all’omosessualità e che possa “instillare ai minori la falsa percezione che relazioni tradizionali e non tradizionali siano socialmente equivalenti”.

Dopo l’approvazione, molti giornalisti e intellettuali hanno chiesto a grandi compagnie e personaggi celebri di boicottare la città. Infatti l’iniziativa della ex “material girl” non è stata poi così apprezzata. Il leader del movimento russo per l’orgoglio omosessuale Nikolai Alekseev ha annunciato che verranno tenute due proteste pubbliche durante l’esibizione della cantante.

Spagna, la Chiesa si fa pubblicità su YouTube e promette “una vita appassionante”

Dopo l’approdo di Papa Ratzinger su Twitter e il prolificare di siti gestiti da enti religiosi, la Conferenza Episcopale Spagnola tenta di frenare la crisi delle vocazioni con uno spot su You Tube. Il titolo è evocativo: “Ti prometto una vita appassionante”. Nel video una serie di sacerdoti giovani e meno giovani elencano promesse vane in contrapposizione a proposte concrete. Dal “non ti prometto un grande stipendio, ma un posto fisso” al “con me non conoscerai persone importanti, ma uomini e donne di valore umano”. Insomma la Chiesa, come è giusto che sia, divulga messaggi positivi e concreti, ma alla fine cede alle sirene dell’effimera pubblicità e dei social media. E per di più sembra conoscere molto bene le tecniche comunicative, al punto da usare un vocabolo sinuoso e accattivante come “apasionante”.

Ormai nemmeno la religione sembra poter fare a meno delle moderne tecniche di “seduzione comunicativa”.