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Da Israele i fiori ecologici che non appassiscono

Fiori colorati, gialli, rossi e blu, rallegrano le aiuole della riviera israeliana. Sono tantissimi, ma non profumano, perché non sono fiori veri. Sono fiori di materiale di scarto. A inventarli è stata la fantasia di Orly Rostoker, designer e insegnante. “Sognavo piante che potessero non appassire mai – racconta – così ho pensato di crearle con vecchi libri, carta e plastica. Mio padre mi diceva sempre che quello che per alcuni è uno scarto, per altri è un tesoro. Penso sia proprio questo il caso”.
Nella piccola impresa di Orly, la RB Green Design di Tel Aviv, lavorano anche persone disagiate e le tinture utilizzate per colorare i fiori arrivano da aziende in zone periferiche, dove le imprese hanno più difficoltà. Per far bene alla natura, ma anche alle persone.
Fiori_2“Non voglio che le mie creazioni siano semplicemente riciclo – spiega la Rostoker – ma che siano oggetti speciali. Visto che i miei fiori non appassiscono i clienti possono anche affittarli come addobbi per occasioni speciali e poi restituirli”.

3468_449972068372346_228306292_nLo scorso gennaio le creazioni floreali di RB sono state esposte alla Clean Tech, un’importante fiera israeliana dedicata alla Scienza e alla sostenibilità, e hanno rallegrato il locale temporary store Coca Cola di Tel Aviv. Ma Orly ha ancora un desiderio da realizzare: “Mi piacerebbe vedere una sposa con uno dei miei bouquet, sarebbe una grande soddisfazione”.

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Questo articolo è stato pubblicato su TgCom 24

Impressioni di #Israele #1

Ogni viaggio ha bisogno del ritorno per essere apprezzato ancor di più. Ci vogliono dei giorni per lasciare decantare le sensazioni e far riaffiorare le riflessioni

Dai tetti di Gerusalemme

Dai tetti di Gerusalemme

Se la meta poi è un Paese bello e complesso come Israele, il tempo sembra non bastare mai.

Ai seggi elettorali

Ai seggi elettorali

Settimana scorsa sono stata a Gerusalemme e Tel Aviv per seguire le elezioni politiche.

Checkpoint tra Israele e Palestina

Checkpoint tra Israele e Palestina

In attesa di sbrogliare la matassa delle emozioni israeliana, ecco alcuni degli articoli scritti per Linkiesta, Tg com24 e Il Fatto quotidiano e, ovviamente, qualche foto.

Tra i mercati di Gerusalemme e Tel Aviv

Tra i mercati di Gerusalemme e Tel Aviv

#Barbie goes to #Israel, e pure io…

Il prossimo 30 gennaio al Kitsch Bar di Milano verrà presentato il progetto fotografico Barbie loves Israel. Una serie di scatti della bambola più famosa del mondo, e dell’immancabile fidanzato Ken, ambientati nei luoghi più belli di Israele. Da Gerusalemme a Tel Aviv, passando per il Mar Morto e le alture del Golan. I due vivono lontani, lei a Milano e lui a Mumbai, ma decidono di incontrarsi in Terra Santa.

Il progetto fotografico è stato curato da Enrico Pescantini e da Maria Giovanna Callea. Lui fotografo, lei stylist e copy, sono una coppia anche nella vita.

E lunedì in Israele ci andrò pure io, senza Ken, per provare a raccontare le elezioni politiche e tanto altro.

Stay Tuned!

Foto di Enrico Pescantini

Foto di Enrico Pescantini

Vivienne Westwood attacca le inglesi: “si vestono male” e Kate Middleton ruba lo stile chassidico

La London Fashion Week è ormai agli sgoccioli, ma in Inghilterra si discute ancora, animatamente, di stile. Vivienne Westwood ha aperto la sua sfilata con un omaggio alla Regina Elisabetta: una modella in trench e con un foulard in testa, come la sovrana usa fare. La citazione della Regina, sarebbe in realtà un monito alle inglesi che, secondo l’icona del brit-fashion, “si vestono malissimo e senza il minimo gusto”.

Vivienne Westwood

Una critica feroce che non sembra riguardare un’altra eleganza reale come Kate Middleton. La bella principessa continua a fare tendenze con le sue mise che mischiano sapientemente haute couture e modelli delle grandi catene di abbigliamento a basso costo. L’ultimo trend di Kate sono i cappotti vintage, colorati e bon ton, inaspettatamente ispirati al look chassidico degli ebrei ultraortodossi.

Chassidim

Katherine Hooker, stilista di fiducia della Middleton, ha detto di aver preso spunto da un cappotto comprato in Isarele in un negozio vintage. Il capo era appartenuto a un chassid di 14 anni e in “termine tecnico” si chiama Capote.  Ma la fashion designer di Tel Aviv Idit Barak  dissente: “Non mi sembra che le giacche della primcipessa siano poi così “chassid-inspired” e comunque  in Israele nessuno stilista lancerebbe simili modelli, qui non hanno proprio nulla di esotico. Potrebbero persino apparire poco rispettosi della religione”.

Kate Middleton con il capotto "chassidico" disegnato da Katherine Hook

Kate Middleton è avvisata, per eventuali viaggi ufficiali a Gerusalemme pensi ad altri look.

INDIGNADOS, SIMBOLI E IMMAGINI DI UNA PROTESTA DA MADRID A NEW YORK

Piazza Tharir  un anno fa, oggi Russia, Bielorussi e Ungheria. Da lungo tempo ormai un’onda di dissenso  travolge prima il Nord Africa poi l’Europa e il resto del mondo. Sono giovani, meno giovani, studenti, disoccupati. Scendono in strada e occupano le piazze. Si chiamano Indignados e protestano contro precariato, carovita, strapotere delle banche, governi e […]