Tag Archive | Pierluigi Bersani

“Viva la libertà” e viva la politica appassionata, ma educata

Nei giorni in cui la politica italiana mette in scena uno dei suoi peggiori spettacoli, nelle sale cinematografiche esce un film che racconta il declino e l’auspicata quanto – per noi – impossibile risalita di un onorevole. Si chiama Viva la libertà ed è diretto da Roberto Andò.

Racconta la storia di Enrico Oliveri, segretario del principale partito d’opposizione, in crisi per il calo di popolarità e l’imminente sconfitta elettorale. Una notte, dopo l’ennesima contestazione, Oliveri sparisce senza lasciare tracce. Tra gli esponenti del partito prendono corpo le ipotesi più disparate. Intanto il segretario Andrea Bottini e la moglie Anna, rimpiazzano Enrico con il fratello gemello: Giovanni Ernani, filosofo geniale, da poco uscito da una clinica psichiatrica.

Il protagonista è Toni Servillo, che in questa pellicola supera se stesso interpretando Enrico e Giovanni. Due facce di un’identica medaglia, la politica, che può essere stantia e pavida, oppure appassionata, dirompente, ma educata.

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Bersani e la mossa del Giaguaro

Coraggio, siamo quasi alla fine.

Il grande circo della politica italiana. Tra proposte shock, catene e calciatori

Lo scorso venerdì ho scritto sull’ Huffington Post grande circo della politica italiana. Raccontavo delle minacce di Bersani, delle catene di Giannino, degli hashtag poco sobri dedicati al professor Monti. Niente a confronto dell’ormai celeberrima proposta shock sparata ieri da Silvio Berlusconi.

Veghino elettori, venghino…..

Signore e signori, va in scena il grande circo della politica italiana. Bersani abbandona la pacatezza emiliana per mostrare i denti e promettere di sbranare gli avversari. Beppe Grillo, showman che ora rinnega la tv, gli risponde urlando dalla piazza dello Tsumani Tour “Cosa vuol sbranare? lo fa con le gengive? Così come ha fatto con Berlusconi in questi anni”.

Il professor Monti sbarca su Twitter, si lancia pure in uno struggente “Wow”, ma poi si becca un non proprio sobrio #sucamelamonti in risposta alla sua proposta di accorciare le vacanze scolastiche.

E poi c’è sempre Silvio Berlusconi, il mattatore. Compra e vende follower in rete, zittisce Santoro, pulisce sedie. Dice che poi, leggi razziali a parte, “Mussolini non era così male” e poco dopo si assopisce. Peccato fosse al Memoriale della Shoah di Milano. E’ sempre lui la star mediatica, niente da fare. Troppe frecce nelle suo arco di profondo conoscitore della comunicazione. Panem te circenses: a far dimenticare la gaffe arriva Super Mario Balotelli.

A insidiare il ruolo di showman di Berlusconi, anche se con altro stile, c’è Oscar Giannino. Look inconfondibile da flậneur decadente, sarcasmo sottile, strategica gestione dei coupe de théậtre. Su tutti l’incatenamento contro le tasse a Porta a Porta, che gli è valso il tormentone di Djannino chained, in onore dell’ultimo strepitoso film di Quentin Tarantino.

Djannino Chained

Djannino Chained

Poi all’improvviso arriva anche Antobio Ingroia, che si paragona a Giovanni Falcone e attacca briga con Ilda Bocassini, tirando in ballo Paolo Borsellino.

Ognuno ha la sua ribalta, il suo pezzo di giornale o di homepage. Il teatrino della politica non va in scena solo grazie alla cattiva maestra televisione e ai talk show. In queste elezioni ci sono anche i social media. Piace pensarli come mezzi nobili, con un pubblico scelto, ma non sempre è così. Anche la piazza digitale può diventare sguaiata come quella televisiva.

E’ il circo Barnum, ognuno fa il suo numero. C’è spazio per tutti, anche per noi cittadini, volendo.

Al voto mancano ancora 24 giorni. Sopravviveremo?

Pubblicato su Huffington Post l’1/2/2013

Se la politica diventa come la moda. Tricolore, blu e liste civiche, i trend delle elezioni 2013

Metti che poi, alla fine, la politica sia un po’ come la moda. Carrozzone, tante volte, lo e’già.

Basta aggiungerci un dettaglio, un po’ di colore e il gioco è fatto. Ci vogliono i trend di stagione.

E allora tra i must have per le politiche 2013 c’e innanzitutto il tricolore, possibilmente declinato in coccarda.

Tutti lo vogliono sul proprio simbolo. Dalla Scelta Civica di Monti, ai Fratelli d’Italia di La Russa, Meloni e Crosetto, passando per Gimapiero Samorì, il leader dei moderati in rivoluzione.

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Ci rinunciano solo Pierluigi Bersani e, per coerenza, Roberto Maroni, che non sceglie comunque simboli leghisti.

fratelli d'italia - logo

Nemmeno Antonio Ingroia, a dire il vero, si lascia tentare dal bianco rosso e verde. Per la sua Rivoluzione Civile  sceglie un omaggio ad una delle opere più iconiche di sempre: Il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Una fiumana di persone che marciano verso un luminoso avvenire. Un tempo era la celebrazione dell’ascesa di una nuova classe sociale, oggi di nuova classe politica. O almeno così promette il magistrato palermitano.

lombardia in testa

In questa stagione , poi, va tanto il blu. Il colore dei cieli immensi che fanno da sfondo ai primi piani dei candidati, “l’azzurro Italia” che ben s’intona ai simboli di partito.

Ma il vero cult di fine inverno, quello da avere al gran ballo del 24 febbraio, è “la lista civica” o perlomeno un po’ di “società civile”. Cosa sia, davvero, non si è ancora ben capito.

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Tutti uguali i look di questi partiti. Una volta c’erano fiori, animali, arcobaleni. Oggi solo simboli della Nazione. Tempi di sobrietà, di rigore, magari,  ma anche trasposizione di una classa politica vecchia, stanca e un po’ omologata. In tutto.

Perché per rinnovarsi , almeno dal punto di vista della comunicazione, non basta sbarcare su Twitter a un mese dal voto.

Pubblicato su Huffington Post il 12/1/2013

Alla Fine il #csxfactor lo ha vinto #OscarGiannetto

Tra i “Fantastici 5”, alla fine l’ha spuntata Oscar Giannetto. Il dibattito tra i candidati per le primarie del centrosinistra, almeno su Twitter, lo ha vinto lui. Non un politico in carne e ossa, ma un’icona digitale e pop, nata grazie all’inconsapevole fantasia di una 26enne lavoratrice precaria e studentessa di Scienze Politiche.

Oscar Giannino

Serena Bramante, sostenitrice di Nichi Vendola, rivolge un quesito a Matteo Renzi citando il fondatore di “Fermare il declino” Oscar Giannino, ma cambiandogli il cognome in Giannetto. 
In studio solo qualche risata e il visibile imbarazzo della ragazza. Il giornalista Gianluca Semprini riprende le redini del confronto a cinque, ma su Twitter Giannetto occupa già tutti i cinguettii con le hashtag #csxfactor e #ilconfrontoSkytg24

Serena Bramante

E, prima che il dibattito finisca, Oscar Giannetto ha un profilo Twitter creato ad hoc, che in poche ore guadagna quasi 1000 followers. Grande successo anche per il nuovo profilo Facebook e per la pagina Oscar Giannetto For President.
Alla fine, almeno sui social network, ha vinto lui. Alla faccia dei Pantheon della sinistra redenta, dei cacciatori di nuvole e, soprattutto, dell’atmosfera da “volemose bene” che ha dominato durante il confronto, ma che, forse, è anche parte della magia democratica delle primarie.

Questo post è stato pubblicato su L’ Huffington Post 

#PrimariePd, tra il malinconico Hopper di Bersani e l’ultra pop di Renzi

Pierluigi Bersani ha dato il via alla campagna per le primarie del PD partendo da Bettola, suo borgo natio. E non da un luogo qualunque, ma dalla pompa di benzina che fu di suo padre. Il simbolo dell’Italia più genuina, che lavora, ma anche emblema dell’ultima, devastante, crisi economica. Dei giorni in cui i rincari del carburante diventano lo specchio degli italiani in declino.

Il manifesto di Bersani per il raduno di Bettola

Per il manifesto dell’adunata è stata scelta un’immagine ispirata ai quadri di Edward Hopper. Estetica malinconica o ironica citazione del fotomontaggio che l’anno scorso impazzava sul web, in cui il celebre scatto di Bersani, solo al tavolo con una birra, veniva reinterpretato proprio con lo stile del pittore realista americano?

La parodia “bersaniana” di Nighthawks di Hopper

Lo sfidante Matteo Renzi attinge invece dall’iconografia più moderna dei social media e fa suo il tormentone Keep Calm and…, concludendolo, ovviamente, con l’imperativo “Rottama!” A questo il sindaco di Firenze affianca  un shop-online che vende gadget griffati Adesso!. Ci sono le tazze, le felpe e le cover per i-phone, chi ha un Blackberry o un altro smartphone si arrangi pure. E poi c’è il camper, icona, manco a dirlo, da sogno americano. Mezzo ideale per andare alla conquista di spazi sconfinati.

Keep Calm and Rottama

Ma per macinare chilometri il caravan di Matteo ha bisogno della benzina, citata dallo sfidante Bersani. E allora chi vincerà?