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Alla Fine il #csxfactor lo ha vinto #OscarGiannetto

Tra i “Fantastici 5”, alla fine l’ha spuntata Oscar Giannetto. Il dibattito tra i candidati per le primarie del centrosinistra, almeno su Twitter, lo ha vinto lui. Non un politico in carne e ossa, ma un’icona digitale e pop, nata grazie all’inconsapevole fantasia di una 26enne lavoratrice precaria e studentessa di Scienze Politiche.

Oscar Giannino

Serena Bramante, sostenitrice di Nichi Vendola, rivolge un quesito a Matteo Renzi citando il fondatore di “Fermare il declino” Oscar Giannino, ma cambiandogli il cognome in Giannetto. 
In studio solo qualche risata e il visibile imbarazzo della ragazza. Il giornalista Gianluca Semprini riprende le redini del confronto a cinque, ma su Twitter Giannetto occupa già tutti i cinguettii con le hashtag #csxfactor e #ilconfrontoSkytg24

Serena Bramante

E, prima che il dibattito finisca, Oscar Giannetto ha un profilo Twitter creato ad hoc, che in poche ore guadagna quasi 1000 followers. Grande successo anche per il nuovo profilo Facebook e per la pagina Oscar Giannetto For President.
Alla fine, almeno sui social network, ha vinto lui. Alla faccia dei Pantheon della sinistra redenta, dei cacciatori di nuvole e, soprattutto, dell’atmosfera da “volemose bene” che ha dominato durante il confronto, ma che, forse, è anche parte della magia democratica delle primarie.

Questo post è stato pubblicato su L’ Huffington Post 

#PrimariePd, tra il malinconico Hopper di Bersani e l’ultra pop di Renzi

Pierluigi Bersani ha dato il via alla campagna per le primarie del PD partendo da Bettola, suo borgo natio. E non da un luogo qualunque, ma dalla pompa di benzina che fu di suo padre. Il simbolo dell’Italia più genuina, che lavora, ma anche emblema dell’ultima, devastante, crisi economica. Dei giorni in cui i rincari del carburante diventano lo specchio degli italiani in declino.

Il manifesto di Bersani per il raduno di Bettola

Per il manifesto dell’adunata è stata scelta un’immagine ispirata ai quadri di Edward Hopper. Estetica malinconica o ironica citazione del fotomontaggio che l’anno scorso impazzava sul web, in cui il celebre scatto di Bersani, solo al tavolo con una birra, veniva reinterpretato proprio con lo stile del pittore realista americano?

La parodia “bersaniana” di Nighthawks di Hopper

Lo sfidante Matteo Renzi attinge invece dall’iconografia più moderna dei social media e fa suo il tormentone Keep Calm and…, concludendolo, ovviamente, con l’imperativo “Rottama!” A questo il sindaco di Firenze affianca  un shop-online che vende gadget griffati Adesso!. Ci sono le tazze, le felpe e le cover per i-phone, chi ha un Blackberry o un altro smartphone si arrangi pure. E poi c’è il camper, icona, manco a dirlo, da sogno americano. Mezzo ideale per andare alla conquista di spazi sconfinati.

Keep Calm and Rottama

Ma per macinare chilometri il caravan di Matteo ha bisogno della benzina, citata dallo sfidante Bersani. E allora chi vincerà?

L’immaginario di Renzi e la retorica obamiana

“Accetto la candidatura”, “Emozione”, “Cammino”, “Futuro”, “Europa”, “Merito”. “Speranza”, “Giovani”. Matteo renzi lancia la sua campagna elettorale per le primarie del Pd con un discorso liberamente ispirato all’ultimo di Barck Obama. Il sindaco di Firenze ha fatto sapere dal palco di Verona di voler “Guidare l’Italia per i prossimi cinque anni”, si è rivolto anche ai berlusconiani delusi e ha citato il figlio.

Una retorica di ampio respiro che si distacca dall’immaginario Pop, con citazioni che spaziavano da Mary Poppins ai Righeira, passando per la Polaroid, sfoderata durante la convention Big Bang di giugno.

L’America è comunque ancora molto lontana…