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Le Pussy Riot non sono icone Pop

Due settimane fa la copertina di Der Spiegel, da venerdì quella di Internazionale. In mezzo tanti,tantissimi articoli e servizi tv. I Media occidentali, ma non solo, continuano a parlare delle Pussy Riot. In poco tempo le tre ragazze punk sono diventate icone della libertà di espressione, ma anche nuovi simboli mediatici. Molte rock star internazionali hanno solidarizzato con loro, qualcuna forse più per posa che per convinzione. Come Sting, che dopo aver lanciato appelli pro Pussy Riot, si e’ messo a cantare, dietro lauto compenso per l’anziana sorella del numero uno di Gazprom Alisher Usmanov. Il concerto, privatissimo, è avvenuto in una villa esclusiva in Sardegna, qualcuno dice anche alla presenza di Silvio Berlusconi.

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Pussy Riot, oggi manifestazioni e sentenza

Oggi si attende la sentenza del processo alle Pussy Riot. Ci saranno manifestazioni in sostegno delle ragazze in tutto il mondo da Mosca, ovviamente, a Berlino e New York, passando anche per Milano.

Di seguito il pezzo scritto in viaggio per Articolo 21 (www.articolo21.org)

Il bel viso di Nadezhda Tolokonnikova campeggia anche dalla copertina del Der Spiegel, il più noto dei settimanali tedeschi. La leader delle Pussy Riot e’ritratta dietro le sbarre, sotto di lei il titolo “La Russia di Putin”. L’ennesima dimostrazione di una mobilitazione globale a favore della punk band al femminile alla sbarra per una canzone anti-Putin nella chiesa del Salvatore a Mosca. L’attesa sentenza per un processo che, oltre ad aver diviso la popolazione locale, sarà emblematico per la attuale politica putiniana e per la giustizia russa, e’ prevista per domani. Le più grandi star internazionali si sono subito schierate a favore delle ragazze, lanciando appelli e dedicando loro momenti speciali nei concerti, come ha fatto Madonna durante il suo show moscovita. Un atto per cui la pop star e’ stata liquidata con l’epiteto di vecchia p…. dal vicepremier Dmitri Rogozin e per cui gli estremisti cristiani hanno bruciato in piazza la sua foto. Iconoclastia e Inquisizione, come nel medioevo.

Un approccio troppo antico e troppo liberticida. Venerdì migliaia di persone scenderanno in piazza in tutto il Mondo per sostenere le ragazze. Ci saranno cortei a Parigi, Barcellona, New York e Berlino. Qui un gruppo di parlamentari ha inviato all’ambasciata una lettera In cui etichetta la detenzione delle Pussy Riot come un provvedimento draconiano e Sottolinea come “in uno stato laico e pluralista la libertà di espressione non puo’ essere concepita come un crimine”.

A Mosca il corteo di protesta inizierà alle 14 locali e sarà coordinato dagli avvocati difensori della band. Anche in Italia molti artisti hanno dimostrato la loro solidarietà verso le Pussy Riot. A Milano l’Associazione Annaviva Un presidio alle ore 17 sotto la bandiera russa dell’Expo.

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Le Pussy Riot, Madonna, i nuovi iconoclasti e i roghi dell’inquisizione

“Madonna, ti preghiamo, liberaci da Putin”. Era questa la supplica delle Pussy Riot il giorno dell’ormai nota performance nella chiesa del Salvatore a Mosca. Una canzone che ha fatto finire le ragazze dritte dritte in galera. La sentenza del processo a loro carico, che si sta svolgendo con le tipiche modalità della giustizia russa, legata a doppio filo al potere politico, è attesa per il 17 agosto. Nel frattempo è arrivata in soccorso la tanto invocata Madonna, quella profana e non santa però. La Pop star, dopo la clamorosa gaffe della confusione tra bandiera russa e ucraina, si è esibita in concerto a Mosca con la scritta Pussy Riot sulla schiena. Madonna ha lanciato dal palco anche un accorato appello, arrivato dopo quello di altri artisti internazionali, tra cui Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam e Who, che ha molto infastidito il governo russo.

Madonna in concerto a Mosca

Il vicepremier Dmitri Rogozin ha liquidato la cantante a mezzo Twitter con una battuta che lascia poco all’immaginazione: “Ogni ex p… – ha scritto – tende a dare in giro lezioni di morale. In particolare quando si trova in tournee all’estero”. Ma le dichiarazioni infuocate non hanno certo intimidito la diva, avvezza alle provocazioni, che ieri si è esibita a San Pietroburgo sfidando la legge locale che vieta la “propaganda omosessuale in pubblico”. La Material Girl, vera icona gay, ha chiesto durante il suo show di “Mostrare l’ amore e la vostra stima verso la comunità omosessuale”.

Una delle Pussy Riot, Nadezhda Tolokonnikova, al processo

Intanto a Mosca gli ultraortodossi che accusano di blasfemia le Pussy Riot, colpevoli di aver violato un luogo sacro, hanno bruciato per strada le foto della cantante. Un gesto che ricorda molto l’iconoclastia . Ma le derive medioevali non sono finite qui. Gli estremisti cristiani hanno anche celebrato un esorcismo pubblico per scacciare il demone pop dal Paese.

(Qui il video delo rogo http://video.repubblica.it/mondo/mosca-estremisti-cristiani-bruciano-i-poster-di-madonna/102693/101073)

Gesti che si inscrivono perfettamente nel clima da Santa inquisizione della Russia degli ultimi mesi. Dopo la primavera anticipata delle manifestazioni di dicembre e dopo la vittoria, con brogli, Putin ha riaperto la caccia alle streghe, siano queste manifestanti, attivisti, blogger o cantanti.

Icone troppo pop: Madonna confonde la bandiera russa con quella ucraina

E pensare che le Pussy Riot, le ragazze della punk band incarcerate per una canzone anti-Putin (qui l’articolo scritto l’altro ieri per Articolo 21) si aspettavano da lei, la loro eroina, un enodrsement speciale. Purtroppo Madonna, icona delle icone pop, non solo non si è ancora schierata pubblicamente a favore delle rocker moscovite, al momento sotto processo, ma ha persino confuso la bandiera russa con quella ucraina. L’ex material girl è in tour nell’Europa dell’Est e ieri ha scambiato i due vessilli durante le prove di un concerto a Kiev, provocando lo sdegno dei fan.

Madonna in concerto a Kiev

Il video della gaffe è immediatamente finito su YouTube e oggi è stato ripreso dai principali siti di informazione locali

Domani Madonna sarà in concerto a Mosca, speriamo abbia memorizzato bene la bandiera della Federazione.

Russia, iconografie della vittoria dalle celebrazioni del V-Day

Oggi la Russia e i Paesi dell’ex Unione Sovietica celebrano il V day, il giorno della vittoria sui nazi-fascsti nella Seconda Guerra Mondiale. La ricorrenza arriva a due giorni dalla terza incoronazione di Vladimir Putin al Cremlino e a tre giorni dalla manifestazione, contraddistinta da violenti scontri e arresti, del movimento anti-governativo formatosi lo scorso […]

Immaginario Moscovita #6 Le Pussy Riot

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Le Pussy Riot sono una punk band russa al femminile, nota per le proteste anti-Putin.
Sono la versione ancora Più arrabbiata, e più vestita delle Femen, le contestatrici a seno nudo.
Alcune componenti del gruppo sono state arrestate lo scorso lunedì per una performance, e’il caso di dirlo, poco ortodossa.
Dopo la vittoria di Putin, hanno cantato nella chiesa del Redentore per implorare Dio di liberarle dal nuovo Presidente, che pero non ha gradito.
Chissà se queste contestatrici colorate stanno preparando qualche inedito anche per la manifestazione di domani in Novy Arbat?

Immaginario Moscovita #5 Immagini dalle elezioni presidenziali

Vladimir Putin è il nuovo, si fa per dire, presidente di Russia. Guiderà la Federazione per i prossimi 6 anni, come aveva fatto dal 2000 al 2008. In mezzo un’esperienza da primo Ministro, grazie alla staffetta con l’eterno delfino Dimitij Medvedev. Volto “buono” e più ad uso occidente del potere russo. Putin ha vinto con […]

Russia, la fantasia scende in campo contro Putin

Nastri e palloncini bianchi, pupazzetti e omini del lego, secchielli blu sul tetto del macchine per scimmiottare un lampeggiante, ritrovi clandestini in bar e caffé e persino uomini sandwich.

I pupazzetti anti-Putin sono stati sequestrati dalla polizia

Quando si vuole, ma non si può, protestare, subentra la fantasia. Succede in Russia, a Mosca come in Mongolia, dove la popolazione vorrebbe rivendicare il diritto di voto libero. Il 4 marzo i cittadini dell’ex Urss saranno chiamati a scegliere il nuovo presidente.

il "Cerchio bianco" per protestare contro i brogli

Il candidato favorito sembra essere il premier Vladimir Putin, al potere da quasi 13 anni. A sostenerlo è soprattutto il suo braccio destro e attuale Capo di Stato Dimitri Medvedev. A non volerlo più vedere, invece, sono i molti, soprattutto dopo i brogli elettorali delle elezioni parlamentari dello scorso dicembre.

Peccato che per i dissidenti manifestare non sia impresa facile, ma gli avvocati dell’opposizione hanno trovato uno stratagemma: per gli eventi con un solo partecipante non occorrono né preavviso né autorizzazioni. E così largo ai picchetti solitari e alle proteste silenziose, già in voga ai tempi dell’Urss.

Il Caffè Pushkin è una delle "sedi" del dissenso

Nonostante tutto, gli oppositori di Putin sono riusciti ad ottenere il permesso anche per una manifestazione di massa il prossimo 4 febbraio. L’autorizzazione, però, è valida solo per 50mila persone. A tutti gli altri toccherà, ancora, inventarsi qualche cosa di nuovo.

Iconografie di parate militari. Da Mosca a Bergamo, dalle celebrazioni per i 65 anni della vittoria sovietica sui nazisti, al 83°raduno degli Alpini

Parata dell'esercito russo per il Victory Day a Mosca

Alpini sfilano al loro 83°raduno, tenutosi oggi a Bergamo