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Le lezioni di stile e comunicazione di Kate Middleton

Congetture, previsioni, scommesse. In Inghilterra sala la febbre del Royal Baby, la cui nascita è prevista per metà luglio. Parto naturale o cesareo? Maschio o femmina? In caso di fiocco rosa si chiamerà Diana come la nonna o Elizabeth come la bisnonna? Nel Regno Unito si punta su qualunque cosa, ma questo regale bebè sta già polverizzando ogni record.I sudditi di Sua Maestà non hanno voglia di pensare alla crisi e al governo traballante.

Mamma Kate, dotata di naturale bellezza ed eleganza già prima di diventare principessa, non ha sbagliato un colpo nemmeno in gravidanza. Ovunque vada riesce a catalizzare tutte le attenzioni su di sé e a farsi ammirare.

A una – eventuale – nuova principessina c’è da augurare di ereditare la bellezza, lo stile e, perché no, anche la furbizia della mamma.

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Le icone del cambiamento di Torino a #SalTO12

Grande successo per il salone del libro di Torino, che ieri ha chiuso i battenti con un +6% di visitatori rispetto allo scorso anno. Il tema della 50esima edizione era la primavera digitale e il rapporto-scontro tra libro tradizionale e e-Book. A onor del vero si è caduti spesso nel già sentito e, a volte, anche nel già visto. Perché le vere star di questo Salone non arrivavano dalla carta, ma, soprattutto, dal piccolo schermo o dall’immaginario Pop. Gli incontri con Luciano Ligabue, Fabio Volo, Serena Dandini e Giorgio Faletti hanno registrato il tutto esaurito e qualche scena di panico. Ieri c’è stata grande attesa per l’ormai ex capitano della Juve Alessandro del Piero. Non è comunque mancato lo spazio per iniziative e case editrici con proposte spesso molto più interessanti di quelle dei grandi gruppi.  Tra gli eventi collaterali “off topic” anche “La città visibile- Le venticinque icone del cambiamento di Torino 1988-2012”.

La moda di Kristina T e Alessandro Martorana

Un percorso espositivo che racconta la recente evoluzione della città sabauda attraverso i suoi simboli e le sue eccellenze. Tra le icone del cambiamento ci sono l’Mp3, nato nel 1988 a Torino grazie all’intuizione di Leonardo Chiariglione, la chiocciolina di Slow Food, i Subsonica, l’eccellenze della moda, dell’alta sartoria e dell’enogastronomia. Protagonista assoluto il cioccolato, fiore all’occhiello della tradizione torinese.

La chiocciolina di Slow Food

Nell’iconografia del cambiamento c’è spazio anche per uno degli eventi più dolorosi della storia recente di Torino: la sentenza che condanna per omicidio volontario i dirigenti della fabbrica ThyssenKrupp per il rogo che il 6 dicembre 2007 uccise sette operai.

Il cioccolato d’autore di Guido Gobino

La mostra è l’ultima parte di un progetto che il Salone e il Circolo dei lettori hanno ideato assieme per celebrare i venticinque anni del Salone.

Vivienne Westwood attacca le inglesi: “si vestono male” e Kate Middleton ruba lo stile chassidico

La London Fashion Week è ormai agli sgoccioli, ma in Inghilterra si discute ancora, animatamente, di stile. Vivienne Westwood ha aperto la sua sfilata con un omaggio alla Regina Elisabetta: una modella in trench e con un foulard in testa, come la sovrana usa fare. La citazione della Regina, sarebbe in realtà un monito alle inglesi che, secondo l’icona del brit-fashion, “si vestono malissimo e senza il minimo gusto”.

Vivienne Westwood

Una critica feroce che non sembra riguardare un’altra eleganza reale come Kate Middleton. La bella principessa continua a fare tendenze con le sue mise che mischiano sapientemente haute couture e modelli delle grandi catene di abbigliamento a basso costo. L’ultimo trend di Kate sono i cappotti vintage, colorati e bon ton, inaspettatamente ispirati al look chassidico degli ebrei ultraortodossi.

Chassidim

Katherine Hooker, stilista di fiducia della Middleton, ha detto di aver preso spunto da un cappotto comprato in Isarele in un negozio vintage. Il capo era appartenuto a un chassid di 14 anni e in “termine tecnico” si chiama Capote.  Ma la fashion designer di Tel Aviv Idit Barak  dissente: “Non mi sembra che le giacche della primcipessa siano poi così “chassid-inspired” e comunque  in Israele nessuno stilista lancerebbe simili modelli, qui non hanno proprio nulla di esotico. Potrebbero persino apparire poco rispettosi della religione”.

Kate Middleton con il capotto "chassidico" disegnato da Katherine Hook

Kate Middleton è avvisata, per eventuali viaggi ufficiali a Gerusalemme pensi ad altri look.

Icone Sanremesi #2. Note di stile. Prima serata con tanti glitter e poca eleganza

Il palco dell’Ariston non è solo una ribalta per cantati, ma anche una passerella. A Sanremo si canta, certo, ma si sfila anche. Tra tocchi di classe e, molti, scivoloni.

A cominciare dai presentatori. Gianni Morandi, dà il via alla kermesse raccogliendo il testimone della conduzione da Antonella Clerici. Lui sfoggia uno smoking di Salvatore Ferragamo con giacca nera glitterata. Lei, nonostante le critiche dello scorso anno, non rinuncia a una mise abbagliante, nei toni dell’oro. “Gianni, sei sbarluscente. Che meraviglia” – esclama la Clerici. A vederli insieme sul palco dell’Ariston si rischia di rimanere accecati.

Gianni Morandi in smoking luccicante di Ferragamo

Tatangelo in versione dark, . Pravo in stile rococò

Nemmeno Giusy Ferreri è immune al fascino dei fatui luccichii. Apre la gara con un abito in pizzo nero, scollatura profonda, illuminata da qualche pailettes, e tacco 15 d’ordinanza, l’ex star di X-Factor è alta 1 metro e 51. Tutto firmato dallo stilista casertano Michele Del Prete. Il look da sposa dark, citazione di Loredana Bertè, convince poco, come la sua canzone.

Anche Anna Tatangelo ha una veste più rock. Se nel 2005, per cantare Ragazza di periferia, indossava romantici abiti da soirèe con strascico, oggi per gridare Bastardo sfoggia un look androgino con ispirazioni punk. Tuxedo con spalline anni ’80, schiena nuda, come sempre firmato John Richmond, e occhio bistrato. E’ la brutta copia di Anna Oxa quando, nel 1978, cantava Un emozione da poco. Peccato le manchi un paroliere come Fossati.

Anna Tatangelo e Anna Oxa sono state le prime eliminate di Sanremo

In questo Sanremo, però, non va meglio neanche alla Oxa che abbandona i look ricercati e sale sul palco con una simil tuta in acrilico. Eliminate entrambe, in fatto di stile e di musica.

Prima uscita. Rodriguez in blu Ferretti, Canalis in rosso Versace

Il premio dell’eleganza femminile va, per questa prima serata, a Patty Pravo. L’ eterna (le operazioni di chirurgia plastica le danno un’età indefinita) icona della musica si esibisce con un abito nero e un’ acconciatura di ispirazione settecentesca. La “ragazza del Piper” offusca anche Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez. Le due splendide vallette smettono le minigonne e si vestono da gran sera, ma, così facendo, perdono punti. In versione galà convincono poco. Troppo impacciate, troppo bionde, troppo poco sexy, rispetto al solito. Bellissimi, comunque, gli abiti firmati Alberta Ferretti, per la Rodriguez, e Versace, per la Canalis.

Giacche fantasiose al bando

Gli uomini in gara sono più classici, quasi tutti in completo d’ordinanza. Spicca Davide Van De Sfroos, il menestrello del lago di Como, che ha un completo folk-chic, ironico e un po’ ruffiano come il suo pezzo Yanez.

Davide Van De Sfroos canta in dialetto della tremezzina

Bene anche Luca Barbarossa: elegante, e senza età, nel suo smoking satin blu notte.

Bocciatura senza appello per la giacca improbabile con fantasia damascata, nei toni del rosso e del grigio, del direttore d’orchestra Fio Zanotti e per quella ,un po’ troppo casual, di Max Pezzali.

Per questa speriamo non ci sia un Secondo Tempo.

 

Icone di stile #2. Come si diventa icone?Lo spiega The Influencers

<p><a href=”http://vimeo.com/16240554″>INFLUENCERS TRAILER</a> from <a href=”http://vimeo.com/ricreative”>R+I creative</a> on <a href=”http://vimeo.com”>Vimeo</a&gt;.</p>

Come si diventa icone? Come nasce un trend? Chi decide cosa è cool e cosa no? Un, bellissimo, documentario prova a spiegarlo. Si chiama Influencers- How Trend & Creativity Become Contagious ed è stato realizzato da Paul Rojanthara e Davis Johnson. I due registi hanno chiesto ad alcuni illustri creativi i segreti per diffondere una nuova tendenza e per creare idee originali. Nel video, oltre al parere degli esperti, compaiono anche citazioni di personaggi “influenti”, alcuni  del passato, come Picasso, Einstein o Elvis Prestley, altri di oggi, come Steve Jobs, tutti accomunati da una vena di unicità e di creatività.

"La moda se ne va, lo stile resta" Cocò Chanel

Tra gli esempi di “Influencers” citati nel documentario ci sono anche il rapper Jay-Z e il blogger Scott Schuman, già incontrato in questo blog.

"L'uomo che non ha immaginazione non può volare" Muhammad Alì

Le opinioni degli esperti su come nasce un trend sono molto diverse, l’unico comune denominatore sembra essere quello della passione. Per essere dei veri influenzatori, o meglio usare il termine americano e ben più cool, “trendsetter”bisogna innanzitutto essere appassionati. Un dettaglio non insignificante in questa epoca dove i tempi contingentati (quelli dei nuovi stili di vita, ma anche quelli del web) spingono ad abbandonare in fretta le vecchie passioni, per trovarne di nuove e ancor più effimere.

 

 

 


Made in Italy messo in croce. Pubblicità schock di un imprenditore

L’imprenditore-stilista bolognese Carlo Chionna meditava da tempo un’azione clamorosa contro il sistema italiano “che strangola le imprese con tasse altissime” . Lui, paladino del Made in Italy, la sua personale crociata l’aveva cominciata nel 2005 e nel 2007 si era fatto ritrarre in versione gladiatore su un manifesto in cui si dichiarava “disposto a tutto pur di salvare la moda”. Il vero coupe de theatre, però, è arrivato poco giorni fa, quando ha deciso vestire i panni di Cristo crocefisso per una nuova pubblicità pro Made in Italy. Chionnna si è fatto fotografare vestito solo di un drappo, appeso alla croce e sovrastato dalla scritta “Padre perdona loro perchè non sanno quello che indossano”, seguita dall’invocazione “Dio salvi il Made in Italy”.

La pubblicità shock di Carlo Chionna

Il manifesto, affisso a Milano, che si prepara a ospitare le sfilate della Moda Uomo, Firenze, dove è in scena Pitti, e Bologna, città natale di Chionna, ha subito suscitato indignazione e polemiche, soprattutto nel capoluogo lombardo. Qui un gruppo di FareOccidente, associazione legata ai valori della cultura europea e occidentale, ha ricoperto il cartellone con strisce di carta e la scritta “pubblicità blasfema, vergogna”. Reazioni di sdegno sono arrivate anche da politici di entrambe gli schieramenti. Intanto Carlo Chionna, amareggiato, fa sapere dal suo sito che alcune tra le più importanti testate italiane, come Corriere della Sera, Stampa e Messaggero, hanno rifiutato di pubblicare la sua pubblicità, ma questo non lo fermerà. “Spero che il mio sacrificio non sia vano-dice lo stilista-imprenditore- e che si possa rompere il muro di silenzio e falsità che attualmente copre la “fatiscente” legge sulla tutela del vero Made in Italy. Dedicato a tutti coloro che ci credono ancora”.

Basterà a far risorgere il sistema moda italiano?