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Berlusconi morto in un’opera d’arte: “Il sogno degli italiani”.

Una teca di cristallo, come per i santi, i Papi e i grandi leader. Al suo interno però riposa Silvio Berlusconi, morto o dormiente, a seconda della libera interpretazione. L’ex presidente del Consiglio indossa il doppio petto blu d’ordinanza, ma ai piedi ha delle babbucce di Topolino. Nella mano destra stringe “Una storia italiana”, l’opuscolo fatto arrivare per posta a milioni di italiani prima della vittoria del 2001. La sinistra è maliziosamente appoggiata vicino ai pantaloni abbassati. Non è realtà ma un sogno, per la precisione “Il sogno degli italiani”. E’ questo il titolo, ripreso da una frase pronunciata dallo stesso Cav. al telefono con le sue amiche, dell’opera d’arte shock di Antonio Garullo e Mario Ottocento. Coppia artistica e sentimentale, il loro è stato il primo matrimonio tra gay italiani, che da anni fa scalpore con le sue creazioni.

L’opera, una statua in resina e silicone, è esposta a Roma a Palazzo Ferrajoli, proprio di fronte a Palazzo Chigi, vecchio regno di Silvio Berlusconi.

Secondo i critici si tratta di un perfetto esempio di neorealismo artistico…

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Iconografia di Harem: il sultano Gheddafi

Muammar Gheddafi sbarca a Roma, per far visita a un paese a lui amico, ma anche per dare un’occhio ai suoi affari, visto che in Italia gestisce un business da 40 miliardi,  distribuiti in partecipazioni a società come Eni, Unicredit, Juventus, Impregilo, Finmeccanica e Retelit.

Ma il leader libico è uomo generoso e devoto, si sa, e così provvede anche all’educazione spirituale delle fanciulle: 500 hostess, selezionate per “bellezza e disponibilità” dall’agenzia hostessweb, sono state convocate da Gheddafi per una lezione sul Corano. Nuove odalische per l’Harem romano, da convertire all’Islam “la religione dell’Europa”, secondo  il Colonnello.

Le hostess prescelte attendono fuori dall'Accademia l'arrivo di Gheddafi

Tre ragazze, due italiane e una spagnola, hanno deciso di abbracciare la religione di Maometto, altre tre, furibonde, sono state cacciate perchè non hanno superato la selezione del personale libico. Essere le favorite del sultano non è cosa da tutte.

L’esempio iconografico di harem più celebre è Il bagno turco di Jean Auguste Ingres, dipinto in cui la prospettiva alterata e i giochi di luci e ombre creano un’atmosfera onirica, un mondo allo stesso tempo reale e immaginario. Purtroppo l’harem di Gheddafi è terribilmente reale.

Il Bagno turco-Jean Auguste-Dominique Ingres-Olio su tela-1848-1863

Intanto lo show continua, oggi nuovo incontro di Gheddafi con 400 hostess, chissà se le scartate hanno avuto una nuova chance: come in ogni concorso di bellezza che si rispetti dovrebbe esserci il ripescaggio. Già, ormai le visite in Italia del leader libico non sono che un gigantesco carrozzone mediatico, uno show che ha fatto arrabbiare maggioranza e opposizione, eccezione fatta per Silvio Berlusconi, che di questo spettacolo, in fondo, è l’aiuto regista e che ha liquidato le smanie di conversione di Gheddafi come folklore. Fuori dal coro degli indignati anche Ignazio La Russa che ha ricordato che “l’ospite è sacro”. Qualcuno ricordi al ministro della Difesa che, come dice un vecchio proverbio, l’ospite dopo tre giorni puzza.

Quando l’iconoclastia genera nuove iconografie

Il tentato regicidio è avvenuto, domenica scorsa l’iconoclasta Tartaglia ha colpito al volto Silvio Berlusconi dopo un comizio in Piazza del Duomo a Milano. Il suo  volto liftato e perennemente abbronzato, inno ad un’eterna e impossibile giovinezza, diventa una maschera di sangue.

L’icona del potere popolare diventa icona di sofferenza. Anche il Presidente del Consiglio è umano e vulnerabile, vuol far credere il contrario mostrandosi alla folla con il volto che è ormai una maschera della tragedia greca, simbolo di dolore.

E’ la prova della sua debolezza, su tutti i fronti, ma Berlusconi sa trarre vantaggio anche da un episodio come questo. Eccolo ora è una martire, come Santo Stefano.

Il suo volto sfregiato diventa la Sacra Sindone, acquisisce santità, i suoi e persino qualche vecchio nemico gli stringono intorno.Alle dimissioni dall’Ospedale San Raffaele il volto da Sacra Sindone è incerottato ora assomiglia di più ad Hannibal Lecter del silenzio degli innocenti.

Anche nella tragedia Silvio Berlusconi non riesce  a staccarsi di dosso la patina trash, a ferirlo è stata una statuetta del Duomo, moltiplicazione della scena del crimine, oggetto kitsch e inutile. Pensavo che a comprare simili souvenir fossero ormai solo i giapponesi… mi sbagliavo.