Archivio | Fotografia RSS for this section

Francia, una campagna provocatoria in difesa dei fotografi professionisti

La campagna della Upp

Stanchi di essere sfruttati e di vedere il loro lavoro sempre meno riconosciuto, i fotografi francesi hanno deciso di lanciare una campagna molto provocatoria, firmata dalla UPP Union des Photographes Professionels.

Protagonista del manifesto, che ha suscitato non poche polemiche, è un fotoreporter intento a scattare in condizioni estreme. Dietro di lui un elegante signore in una posa che non ha bisogno di spiegazioni. Sopra la headline “Ogni giorno il lavoro di un fotografo viene utilizzato senza il suo consenso”.

La campagna è stata fortemente voluta dai fotografi d’Oltralpe per dire basta a condizioni di lavoro ultra precarie e, a volte, anche poco dignitose. I free lance devono fare i conti con ritardi nei pagamenti di servizi che spesso vengono fatti a proprie spese e con le sempre più frequenti violazioni del copyright.

A quando un’iniziativa simile promossa dai giornalisti, che hanno esattamente gli stessi problemi?

Annunci

Iconografie Pasquali, dai penitenti all’ Haggadah, ai lavoratori Wagon Lits

Tra le iconografie più suggestive della Pasqua Cristiana c’è quella del Venerdì Santo e delle processioni dei “penitenti”. Qui uno scatto che arriva da Zamora, in Spagna. Anche in Italia molti riti della Passione di Cristo uniscono il folklore alla fede.  Il simbolo della Pasqua ebraica, che quest’anno ha coinciso con quella cristiana ed è […]

La “Pietà Yemenita” di Samuel Aranda trionfa al World Press Photo

Una donna velata tiene tra le braccia un uomo ferito. Il Niqab le copre gli occhi, il suo dolore sembra soffocato. A trasmettere la disperazione ci pensano la postura dei soggetti, la desolazione dell’ambiente, la composizione dell’immagine che rievoca immediatamente La Pietà di Michelangelo.

La foto di Samuel Aranda ha vinto il World Press Photo

La foto di Samuel Aranda ha vinto il World Press Photo

E’ questo la foto, firmata dallo spagnolo Samuel Aranda, che ha vinto il World Press Photo 2012, uno dei più famosi premi internazionali di foto giornalismo. Lo scatto risale al 15 ottobre 2011 ed è ambientato nello Yemen, nell’ospedale da campo allestito in una moschea della capitale Sanaa.

La Pietà di Michelangelo

La Pietà di Michelangelo

Ancora una volta, dopo la copertina di Time che aveva eletto “il manifestante” personaggio dell’anno, le rivolte arabe sono protagoniste di un immagine che diventa simbolo dell’anno appena trascorso e icona mediatica.

I manifestanti del Time

I manifestanti del Time

 

Russia, la protesta diventa Viral Art e il web la racconta in streaming

Lo scorso 4 febbraio a Mosca decine di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l’attuale primo ministro e candidato presidente Vladimir Putin. In quella che è stata  l’ultima puntata del dissenso, dopo i cortei del 10 e del 24 dicembre, sono entrati in scena anche i manifestanti pro-Putin. Alcuni di loro, però, sarebbero dei prezzolati.

E mentre in rete circolano i video di alcuni “esperti figuranti della politica” che si fanno pagare 500 rubli  per partecipare al corteo filogovernativo

l’opposizione si sbizzarisce con forme di protesta sempre più creative. Vere e proprie performance,  diventate oggetto di un approfondimento, a sua volta molto interessante perché esempio di talk-show in streaming,  sulla verione inglese della tv araba  Al Jazeera.

Chissà cosa riusciranno a inventarsi gli oppositori da qui al 4 marzo. Certo avranno bisogno ancora di molta fantasia, e non solo, per battere il primo ministro in carica.

Fantasia che, invcece, non è mancata ad AP. Come svelato da Linkiesta, i photoeditor della famosa agenzia di foto-giornalismo hanno taroccato una foto dei manifestanti, spacciandola per uno scatto dello scorso 4 febbario, mentre era datata 1991.

La foto incriminata

La foto incriminata

La città che sale #4. Buona notte a Milano con la neve

Buona notte a una romantica Milano innevata, per ora senza particolari disagi.
I mezzi AMSA sono già al lavoro per spargere il sale sulle strade e i mezzanini della metropolitana sono stati aperti per dare rifugio ai senza tetto. In attesa del vero gelo siberiano che abbasserà drasticamente le temperature con valori intorno ai -15 gradi.

20120201-000829.jpg

20120201-000957.jpg

20120201-001024.jpg

Russia, la fantasia scende in campo contro Putin

Nastri e palloncini bianchi, pupazzetti e omini del lego, secchielli blu sul tetto del macchine per scimmiottare un lampeggiante, ritrovi clandestini in bar e caffé e persino uomini sandwich.

I pupazzetti anti-Putin sono stati sequestrati dalla polizia

Quando si vuole, ma non si può, protestare, subentra la fantasia. Succede in Russia, a Mosca come in Mongolia, dove la popolazione vorrebbe rivendicare il diritto di voto libero. Il 4 marzo i cittadini dell’ex Urss saranno chiamati a scegliere il nuovo presidente.

il "Cerchio bianco" per protestare contro i brogli

Il candidato favorito sembra essere il premier Vladimir Putin, al potere da quasi 13 anni. A sostenerlo è soprattutto il suo braccio destro e attuale Capo di Stato Dimitri Medvedev. A non volerlo più vedere, invece, sono i molti, soprattutto dopo i brogli elettorali delle elezioni parlamentari dello scorso dicembre.

Peccato che per i dissidenti manifestare non sia impresa facile, ma gli avvocati dell’opposizione hanno trovato uno stratagemma: per gli eventi con un solo partecipante non occorrono né preavviso né autorizzazioni. E così largo ai picchetti solitari e alle proteste silenziose, già in voga ai tempi dell’Urss.

Il Caffè Pushkin è una delle "sedi" del dissenso

Nonostante tutto, gli oppositori di Putin sono riusciti ad ottenere il permesso anche per una manifestazione di massa il prossimo 4 febbraio. L’autorizzazione, però, è valida solo per 50mila persone. A tutti gli altri toccherà, ancora, inventarsi qualche cosa di nuovo.

GIORNATA DELLA MEMORIA, UN TRENO PER RICORDARE

Il 27 gennaio del 1945 venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz. Dal 2000, grazie  alla legge parlamentare  211,  questa data è diventata “Il giorno della memoria”, una giornata per ricordare gli ebrei italiani e tutte le altre vittime dell’orrore nazista. Forse, come convenivo ieri sera con alcuni amici, sarebbe stato meglio scegliere come ricorrenza il 30 […]

Siete sicuri che il Jogging faccia bene? Risponde il fotografo Sacha Goldberger

Visi sconvolti, occhi sbarrati e corpi sudati. Sono i protagonisti del lavoro di Sacha Goldberger. Il fotografo francese ha ritratto i runners del parco parigino del Bois de Boulogne prima alla fine di uno scatto di corsa e poi in studio, con luci professionali.

I risultati dell’esperimento e i relativi commenti nell’articolo scritto per GQ.com 

Prima e dopo la corsa. Le foto di Sacha Goldberger

Il bacio di Vancouver. Il video di quello che è successo prima

Il video che testimonia che l’icona più forte degli ultimi giorni non è finzione, ma realtà.

Dal bacio di Vancouver a quello di Hayez. Quando l’amore è un attimo sospeso

In fondo siamo tutti romantici. Basta un gesto d’amore e qualunque immagine può diventare un capolavoro. Ne è un esempio la foto scattata durante gli scontri di Vancouver. Due ragazzi si baciano, sdraiati per terra, mentre intorno a loro  infuria la guerriglia tra squadre  di hockey avversarie. Sembrano dire: “Fate l’amore non fate la guerra”.

Il bacio di Vancouver, l'amore ai tempi della guerriglia urbana

Lo stesso accadde per un altro bacio celebre, quello immortalato da Alfred Eisenstaedt a Times Square nel 1945, mentre si festeggiava la fine del secondo conflitto mondiale. Una foto simbolo di un’era sulla cui autenticità si è a lungo discusso.

Il bacio di Times Square, immortalato da Alfred Eisenstaedt

E così fu anche per il capostipite di tutti i baci icona: quello dipinto da Hayez. In quel caso le romantiche effusioni tra i due amanti rappresentavano l’alleanza tra l’Italia e la Francia dopo gli accordi di Plombier, nel 1859, ma il quadro è anche un esempio di romanticismo storico italiano. Un movimento che poneva l’accento sui sentimenti individuali, in contrapposizione agli ideali risorgimentali.

Il Bacio dipinto da Francesco Hayez nel 1859

Lo stesso pensiero che, in fondo, si cela dietro anche alla foto di Vancouver e a quella di New York. Il bacio è un attimo di tenerezza, un momento privato in cui ci si isola dal resto del mondo. Non importa che fuori  la guerra sia finita o appena cominciata.