Auguri alle mamme. E anche alle altre

Oggi, domenica 12 maggio, è la festa delle mamme, di quelle donne che fanno, si dice, il mestiere più bello del mondo.

Corrono le mamme, corrono sempre, per lavorare, accudire i figli, soddisfare i mariti. Le richieste aumentano, il tempo diminuisce.

Ma le mamme danno il massimo, quando possono si aiutano tra di loro. Si ingegnano con associazioni, blog, spazi di co-working, condividono informazioni utili, diventano maestre delle nuove tecnologie. E poi ci sono i media, che sfornano a pieno ritmo rubriche, riviste, format. La maternità in salsa televisiva genera addirittura nuovi personaggi e nuove professionalità. Dalle tate alle planner. Ormai le mamme sono una categoria dell’informazione, come gli Esteri, lo Sport, la Cronaca. Il mondo della comunicazione lavora alacremente per offrire alle madri aiuti, spunti o, semplicemente, per non farle sentire inadeguate ai forsennati ritmi della vita moderna.

Poi ci sono anche quelle che mamme non sono. Quelle che non lo sono ancora, ma che vorrebbero e ogni giorno cercano di sistemare i tasselli nei complicati puzzle delle loro vite per poter avere, un domani, una famiglia. Corrono anche loro, sempre, sospese tra la precarietà dei sentimenti e quella professionale. Magari il lavoro ce l’hanno – a termine- proprio perché stanno sostituendo una maternità, oppure sono tra quelle che ai colloqui si sono sentite chiedere “Lei non ha intenzione di fare figli, vero?”, salvo poi lavorare doppio per coprire i turni delle colleghe assunte in tempi migliori, quando avere figli era un diritto e non un privilegio.

Probabilmente si sentono imperfette anche loro, schiacciate tra desideri e realtà, ma non hanno a disposizione una sconfinata letteratura digitale su cui disperarsi. Ad aiutarle non arriva nemmeno uno straccio di trainer da reality o una fiction italiana con personaggi archetipi che, con le loro avventure da teatro di posa, ti convincono che sei ok e che andrà tutto bene.

Non dimentichiamo quelle che a diventare mamme non pensano e che, non per questo, valgono meno. Perché, ogni tanto è bene ricordarlo, carriera, ambizione o istinto materno non pervenuto non sono delitti, né mali incurabili. Per qualcuna l’orologio biologico ticchetta forsennatamente, per qualcun’altra no. E non c’è niente di male.

Intanto però auguri alle mamme, a tutte.

A quelle di oggi, a quelle di domani e, soprattutto, alla mia, che mi ha cresciuta benissimo, anche senza tutorial.

Pubblicato su Huffington Post il 12/5/2013

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About micolsarfatti

Giornalista professionista, ex studentessa del Master in giornalismo IFG-Walter Tobagi di Milano. Vera indole scorpionica, perennemente inquieta e curiosa. La passione per le immagini e la comunicazione visiva nasce ai tempi della tesi sulla propaganda cartellonistica repubblicana durante la Guerra Civile spagnola. Mi piace scrivere di icone e iconografie, ma anche di attualità, temi sociali, lifestyle, ambiente e esteri, soprattutto Russia e Israele. Ho scritto per Il Riformista, Il Fatto Quotidiano, City, GQ, A, Sette, Terre di Mezzo, Articolo 21, Where Milan et alii. Ho raccontato storie per RSI Radio Svizzera Italiana e girato video per GQ.com e A. Per contattarmi: immaginario104@gmail.com Twitter @micolsar

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