Le icone di Salonicco, lo strapotere della Chiesa Ortodossa e i fondi della UE

Qualche icona fotografata nelle catacombe di San Giovanni e nella chiesa di Agios Dimitrios.

Le icone sono uno dei simboli visivi principali della religione greco ortodossa. Vengono ancora venerate dai fedeli che sono soliti baciarle, contravvenendo a qualunque norma igienica, e depositare sotto di esse bigliettini con scritti i nomi delle persone per cui si prega( ho provato a immortalare la pratica, ma sono stata subito redarguita). Le immagini più ricorrenti nelle splendide e opulente chiese ortodosse sono quelle di Cristo, della Madonna con Bambino, di San Giorgio, caro anche alla tradizione russa, e San Demetrio, patrono di Salonicco.
Il numero di persone che chiedono grazie alle Icone non sembra pero’ essere direttamente proporzionale a quello dei fedeli che assistono alla messa della domenica. Ho visitato qualche chiesa durante il rito ed erano tutte semi deserte. Solo pochi anziani e uomini rigorosamente separati dalle donne. La fede ortodossa, anche se non molto sentita, e’uno degli elementi identitari più forti in Grecia. Salonicco, in realtà, ha ospitato in passato anche molti musulmani e una grande comunità ebraica. Si dice fosse tra le più importanti e attive del mondo, al punto che i padri sionisti si ispirarono ad essa per progettare la città di Tel Aviv. Dopo le deportazioni naziste ne e’rimasto molto poco ( ma a questo dedicherò un altro post). Per i greci la religione ha sempre rappresentato un forte baluardo di identità, soprattutto perché qui non esiste separazione tra stato e chiesa. I preti, i pope, sono pagati direttamente dallo Stato e la chiesa locale ha ricevuto numerosi fondi da parte dell’Unione Europea per restaurare i propri immobili, anche in tempi di crisi. Questioni che, al confronto, fanno impallidire persino il nostro eterno dibattito su Ici e immobili della Chiesa.

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About micolsarfatti

Giornalista professionista, ex studentessa del Master in giornalismo IFG-Walter Tobagi di Milano. Vera indole scorpionica, perennemente inquieta e curiosa. La passione per le immagini e la comunicazione visiva nasce ai tempi della tesi sulla propaganda cartellonistica repubblicana durante la Guerra Civile spagnola. Mi piace scrivere di icone e iconografie, ma anche di attualità, temi sociali, lifestyle, ambiente e esteri, soprattutto Russia e Israele. Ho scritto per Il Riformista, Il Fatto Quotidiano, City, GQ, A, Sette, Terre di Mezzo, Articolo 21, Where Milan et alii. Ho raccontato storie per RSI Radio Svizzera Italiana e girato video per GQ.com e A. Per contattarmi: immaginario104@gmail.com Twitter @micolsar

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