Iconografia di Harem: il sultano Gheddafi

Muammar Gheddafi sbarca a Roma, per far visita a un paese a lui amico, ma anche per dare un’occhio ai suoi affari, visto che in Italia gestisce un business da 40 miliardi,  distribuiti in partecipazioni a società come Eni, Unicredit, Juventus, Impregilo, Finmeccanica e Retelit.

Ma il leader libico è uomo generoso e devoto, si sa, e così provvede anche all’educazione spirituale delle fanciulle: 500 hostess, selezionate per “bellezza e disponibilità” dall’agenzia hostessweb, sono state convocate da Gheddafi per una lezione sul Corano. Nuove odalische per l’Harem romano, da convertire all’Islam “la religione dell’Europa”, secondo  il Colonnello.

Le hostess prescelte attendono fuori dall'Accademia l'arrivo di Gheddafi

Tre ragazze, due italiane e una spagnola, hanno deciso di abbracciare la religione di Maometto, altre tre, furibonde, sono state cacciate perchè non hanno superato la selezione del personale libico. Essere le favorite del sultano non è cosa da tutte.

L’esempio iconografico di harem più celebre è Il bagno turco di Jean Auguste Ingres, dipinto in cui la prospettiva alterata e i giochi di luci e ombre creano un’atmosfera onirica, un mondo allo stesso tempo reale e immaginario. Purtroppo l’harem di Gheddafi è terribilmente reale.

Il Bagno turco-Jean Auguste-Dominique Ingres-Olio su tela-1848-1863

Intanto lo show continua, oggi nuovo incontro di Gheddafi con 400 hostess, chissà se le scartate hanno avuto una nuova chance: come in ogni concorso di bellezza che si rispetti dovrebbe esserci il ripescaggio. Già, ormai le visite in Italia del leader libico non sono che un gigantesco carrozzone mediatico, uno show che ha fatto arrabbiare maggioranza e opposizione, eccezione fatta per Silvio Berlusconi, che di questo spettacolo, in fondo, è l’aiuto regista e che ha liquidato le smanie di conversione di Gheddafi come folklore. Fuori dal coro degli indignati anche Ignazio La Russa che ha ricordato che “l’ospite è sacro”. Qualcuno ricordi al ministro della Difesa che, come dice un vecchio proverbio, l’ospite dopo tre giorni puzza.

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