Goya e i ribelli moderni

Milano rende omaggio a Francisco Goya con una mostra che racconta la sua opera e quella degli artisti che si sono ispirati al “pintor del rey”e che ne hanno subito l’ influenza.

Non ho visto l’esposizione, ma ho sentito pareri contrastanti, molti non approvano la scelta degli epigoni di Goya. Rimando l’ardua sentenza alla  futura visita della mostra.

Per il momento racconto il genio del Maestro spagnolo, uno dei miei pittori preferiti, antesignano delle iconografie rivoluzionarie, accostando uno dei suoi quadri più celebri ad un manifesto della guerra civile spagnola.

Il poster si intitola “La barricada”, l’autore è Calsina, cartellonista e vignettista anarchico.

La Barricada-Calsina

La matrice rivoluzionaria del manifesto è evidente nel titolo e nella composizione visiva. L’autore racconta le barricate dei civili repubblicani contro l’esercito franchista, come Goya raccontò le rivolte spagnole contro l’esercito dei Mammelucchi nel 1808.

2 maggio 1808: lotta contro i Mammelucchi-Francisco Goya

Lo stile compositivo del poster, i tratti dei personaggi raffigurati in una intensa scena di guerra, che li vede feriti e combattenti nello stesso momento, non possono che rimandare a due grandi dipinti di Goya: “2 maggio 1808: lotta contro i Mammelucchi” e “3 maggio 1808: fucilazione alla montagna del Principe Pio”.

L’ispirazione al Maestro spagnolo è presente anche nella rivisitazione, in chiave moderna e grafica, dei violenti contrasti di luce e ombra e nelle figure dipinte in maniera sommaria, ma espressiva.

3 maggio 1808: fucilazione alla montagna del Principe Pio -Francisco Goya

Ma Calsina non riprende Goya solo dal punto di vista artistico ma anche da quello politico e ideologico. Il richiamo al pittore funge anche da appello all’orgoglio nazionale e da sprone alla battaglia. Il popolo spagnolo deve scendere in campo e combattere con eroismo, non solo contro il nemico ma anche per i propri diritti e per l’affermazione di una nuova società, proprio come fece contro i Mammelucchi nel 1808.

Ancora una volta le cronache pittoriche di Goya si confermano attuali e paradigmatiche, per il popolo spagnolo, ma non solo.

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