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Vivienne Westwood attacca le inglesi: “si vestono male” e Kate Middleton ruba lo stile chassidico

La London Fashion Week è ormai agli sgoccioli, ma in Inghilterra si discute ancora, animatamente, di stile. Vivienne Westwood ha aperto la sua sfilata con un omaggio alla Regina Elisabetta: una modella in trench e con un foulard in testa, come la sovrana usa fare. La citazione della Regina, sarebbe in realtà un monito alle inglesi che, secondo l’icona del brit-fashion, “si vestono malissimo e senza il minimo gusto”.

Vivienne Westwood

Una critica feroce che non sembra riguardare un’altra eleganza reale come Kate Middleton. La bella principessa continua a fare tendenze con le sue mise che mischiano sapientemente haute couture e modelli delle grandi catene di abbigliamento a basso costo. L’ultimo trend di Kate sono i cappotti vintage, colorati e bon ton, inaspettatamente ispirati al look chassidico degli ebrei ultraortodossi.

Chassidim

Katherine Hooker, stilista di fiducia della Middleton, ha detto di aver preso spunto da un cappotto comprato in Isarele in un negozio vintage. Il capo era appartenuto a un chassid di 14 anni e in “termine tecnico” si chiama Capote.  Ma la fashion designer di Tel Aviv Idit Barak  dissente: “Non mi sembra che le giacche della primcipessa siano poi così “chassid-inspired” e comunque  in Israele nessuno stilista lancerebbe simili modelli, qui non hanno proprio nulla di esotico. Potrebbero persino apparire poco rispettosi della religione”.

Kate Middleton con il capotto "chassidico" disegnato da Katherine Hook

Kate Middleton è avvisata, per eventuali viaggi ufficiali a Gerusalemme pensi ad altri look.

Non solo moda: la resistenza attiva di Vivienne Westwood

Rabbia e indignazione per un mondo troppo superficiale, è quello che chiedono Vivienne Westwood e Lee Jeans. La signora del Punk e lo storico marchio di denim hanno deciso di promuovere 100 giorni di resistenza attiva.  Tutti potranno pubblicare su www.ar100days.com immagini, slogan e opere che contrastino  la superficialità imperante. Sul sito dell’iniziativa le installazioni di artisti conosciuti si alternano a fotografie amatoriali, tutti possono dire la loro, l’importante è promuovere il cambiamento di una società distratta e ripiegata su se stessa. Rivoluzioni globali e piccole iniziative personali, tutto può rendere questo mondo migliore.

Vivienne Westwood posa come modella per il suo stesso marchio

Come sostiene Vivienne Westwood “Non Basta essere aggiornati sulle politiche internazionali, vedere i film migliori e leggere libri best-seller. Tutto questo risulta superficiale, se non si entra nell’ordine di idee di andare un po’ in profondità per capire chi siamo, cosa è il mondo e come potremmo migliorare le cose”.

Non c’è da stupirsi se questa icona vivente del fashion system lascia, per un momento, il mondo effimero delle passerelle per dedicarsi a quello reale. Per la Westwood moda e società si incrociano da sempre. Nel 1971 le sue prime creazioni si ispiravano ai punk, ai feticisti e alle prostitute, nel 1989 si è travestita da Margaret Tacher per la copertina di “Tatler” , sferrando il colpo finale all’immagine della Lady di ferro e ora, oltre alla campagna con Lee,  ha fondato anche  il suo” Manifesto di Resistenza Attiva” per la salvaguardia dell’ambiente su activeresistance.co.uk..

Per indignarsi con Vivienne c’è tempo fino al 5 gennaio 2011.

 

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