Iconografia di Harem: il sultano Gheddafi
Muammar Gheddafi sbarca a Roma, per far visita a un paese a lui amico, ma anche per dare un’occhio ai suoi affari, visto che in Italia gestisce un business da 40 miliardi, distribuiti in partecipazioni a società come Eni, Unicredit, Juventus, Impregilo, Finmeccanica e Retelit.
Ma il leader libico è uomo generoso e devoto, si sa, e così provvede anche all’educazione spirituale delle fanciulle: 500 hostess, selezionate per “bellezza e disponibilità” dall’agenzia hostessweb, sono state convocate da Gheddafi per una lezione sul Corano. Nuove odalische per l’Harem romano, da convertire all’Islam “la religione dell’Europa”, secondo il Colonnello.
Tre ragazze, due italiane e una spagnola, hanno deciso di abbracciare la religione di Maometto, altre tre, furibonde, sono state cacciate perchè non hanno superato la selezione del personale libico. Essere le favorite del sultano non è cosa da tutte.
L’esempio iconografico di harem più celebre è Il bagno turco di Jean Auguste Ingres, dipinto in cui la prospettiva alterata e i giochi di luci e ombre creano un’atmosfera onirica, un mondo allo stesso tempo reale e immaginario. Purtroppo l’harem di Gheddafi è terribilmente reale.
Intanto lo show continua, oggi nuovo incontro di Gheddafi con 400 hostess, chissà se le scartate hanno avuto una nuova chance: come in ogni concorso di bellezza che si rispetti dovrebbe esserci il ripescaggio. Già, ormai le visite in Italia del leader libico non sono che un gigantesco carrozzone mediatico, uno show che ha fatto arrabbiare maggioranza e opposizione, eccezione fatta per Silvio Berlusconi, che di questo spettacolo, in fondo, è l’aiuto regista e che ha liquidato le smanie di conversione di Gheddafi come folklore. Fuori dal coro degli indignati anche Ignazio La Russa che ha ricordato che “l’ospite è sacro”. Qualcuno ricordi al ministro della Difesa che, come dice un vecchio proverbio, l’ospite dopo tre giorni puzza.
Le nuove icone politiche e l’Italia che va in frantumi
Renata Polverini festeggia la sua elezione a governatore del Lazio, nonostante quel pasticciaccio brutto delle liste irregolari.
Mentre l’ex sindacalista Ugl si gode il trionfo, e esulta con il braccio destro teso, crolla il soffitto della Domus Area. Il “grottone”, ovvero la volta della residenza voluta da Nerone dopo il misterioso incendio del 64 d. C., va in pezzi, trascinando con se anche una porzione del giadino sovrastante.
Corsi e ricorsi. Un pezzo di bella e grande Italia crolla a Roma, mentre, sempre nella capitale, una piccola italiana diventa presidente del Lazio…
Iconografia di un sabato in piazza, piena o vuota
Roma, piazza San Giovanni. Manifestazione del Pdl, manifestazione “per” o manifestazione “contro”? Poco importa, quello che conta sono le cifre, i numeri dei partecipanti. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato oggi: “In queste manifestazioni tutti danno numeri che fa comodo dare, io non voglio entrare nel merito, dico solo che mi sono emozionato nel vedere tante persone e la qualità di queste persone, mi ha riscaldato il cuore”. Il capogrupp Pdl alla camera Fabrizio Cicchitto ha definito la manifestazione “uno straordinario successo”. Eppure le immagini parlano chiaro, mostrano una Piazza San Giovanni piena (o vuota) per metà, ben lontana dalla distesa di persone che la affolla per eventi come il concerto del primo maggio. Purtroppo anche questa manifestazione sembrava un concerto, un immenso show piuttosto che un evento politico.
Sempre Roma, sempre sabato 20 marzo, ma in Piazza Navona. Il popolo dell’acqua sfila per protestare contro le privatizzazioni. Lo slogan è «Ripubblicizzare l’acqua, difendere i beni comuni», lo si legge anche sullo striscione che apre il corteo, colorato, creativo, di quasi 200.000 persone.
A Milano invece si scende in piazza contro la mafia, per ricordare le sue vittime e per la legalità. Più di 150 mila persone, tra cui molti giovanissimi, hanno sfilato da Porta Venezia a Piazza Duomo nella XV giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. ” Più che un corteo un abbraccio a tutti coloro che hanno perso un familiare a causa della criminalità organizzata” come ha precisato Don Luigi Ciotti, presidente di Libera che ha organizzato l’iniziativa.
Sono sempre tanti giovani a sfilare a Potenza, per ricordare Elisa Claps, studentessa sedicenne, uccisa nel 1993. I resti del suo corpo sono stati ritrovati pochi giorni fa nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, nel capoluogo della Basilicata. Tutta la città si è stretta intorno ai familiari di Elisa per chiedere “Verità e giustizia” come chiedeva lo striscione in testa al corteo.
Il 20 marzo si è scesi in piazza e si è sfilato per protestare, per ricordare, per chiedere giustizia. Qualcuno, purtroppo, è anche sceso in piazza per esibirsi.









