Archive | febbraio 2012

Russia, continua la guerra dei video. Sesso sicuro con Putin e il finto endorsement dell’ereditiera Xenia Sobchak

La prima volta non si scorda mai. In amore come in politica. E’ questo il messagio dell’ultimo spot di Vladimir Putin, superfavorito per le elezioni presidenziali del prossimo 4 marzo. Protagonista del video dedicato ai 18enni, chiamati per la prima volta alle urne, una bella ragazza, un po’ imbarazzata, che chiede a un medico come prepararsi al sesso. Il dottore la tranquillizza, dicendole che “se è per amore andrà tutto bene” e le indica una foto di Putin dicendo che “con lui potrà sarà al sicuro”.

Un nuovo spot che ben si inserisce nell’immaginario machista caro allo Zar, condiviso dal suo amico italiano Silvio Berlusconi.


In tutta risposta l’opposizione lancia un video in cui Xenia Sobchak, Paris Hilton russa reinventatasi pasionaria dell’opposizione, spiega perché votare Putin, senza mai nominarlo. Mentre la giovane parla, la telecamera mostra le sue mani legate, facendo intuire la messa in scena. Un chiaro riferimento al video, vero, di qualche giorno fa in cui l’attrice Ciulpan Khamatova, molto imbarazzata, invitava a far diventare Presidente di Russia l’attuale primo ministro.

Vivienne Westwood attacca le inglesi: “si vestono male” e Kate Middleton ruba lo stile chassidico

La London Fashion Week è ormai agli sgoccioli, ma in Inghilterra si discute ancora, animatamente, di stile. Vivienne Westwood ha aperto la sua sfilata con un omaggio alla Regina Elisabetta: una modella in trench e con un foulard in testa, come la sovrana usa fare. La citazione della Regina, sarebbe in realtà un monito alle inglesi che, secondo l’icona del brit-fashion, “si vestono malissimo e senza il minimo gusto”.

Vivienne Westwood

Una critica feroce che non sembra riguardare un’altra eleganza reale come Kate Middleton. La bella principessa continua a fare tendenze con le sue mise che mischiano sapientemente haute couture e modelli delle grandi catene di abbigliamento a basso costo. L’ultimo trend di Kate sono i cappotti vintage, colorati e bon ton, inaspettatamente ispirati al look chassidico degli ebrei ultraortodossi.

Chassidim

Katherine Hooker, stilista di fiducia della Middleton, ha detto di aver preso spunto da un cappotto comprato in Isarele in un negozio vintage. Il capo era appartenuto a un chassid di 14 anni e in “termine tecnico” si chiama Capote.  Ma la fashion designer di Tel Aviv Idit Barak  dissente: “Non mi sembra che le giacche della primcipessa siano poi così “chassid-inspired” e comunque  in Israele nessuno stilista lancerebbe simili modelli, qui non hanno proprio nulla di esotico. Potrebbero persino apparire poco rispettosi della religione”.

Kate Middleton con il capotto "chassidico" disegnato da Katherine Hook

Kate Middleton è avvisata, per eventuali viaggi ufficiali a Gerusalemme pensi ad altri look.

L’Icona del Pop russo Alla Pugacheva canta contro Putin e l’attrice Ciulpan Khamatova finge di supportarlo

Per la prima volta nella storia della musica leggera russa, la cantante  Alla Pugacheva ha abbandonato il pop disimpegnato per darsi alla politica con una canzone anti Putin e pro Prokhorov, l’oligarca che sfiderà il premier alle presidenziali del 4 marzo.

L ‘icona pop, super ospite internazionale a Sanremo’87, per rimanere in tema con l’attualità nostrana, si è fatta accompagnare sul palco dal leader della band Mashina Vremini,  Andrei Makarevich.

I due non citano mai  i candidati al Cremlino, ma fanno riferimenti abbastanza espliciti. Come l’ammonimento a “chi vuole stare sempre in cima”, palesemente dedicato a Vladimir Putin, al potere da più di 12 anni.

Il duello non è che l’ultima puntata di una campagna elettorale sempre più incandescente, soprattutto dal punto di vista mediatico. Ieri sono apparsi in rete un video in cui un finto Putin viene processato per terrorismo

http://video.corriere.it/vladimir-putin-dietro-sbarre-ma-fake/42d29818-586d-11e1-9269-1668ca0418d4

e un spot in cui Ciulpan Khamatova, interprete di film d’autore, tra cui anche i Good Bye Lenin, si schiera a favore dell’attuale premier, ma in evidente stato di disagio.

Secondo molti, l’attrice, che è anche un’attivista per i diritti umani e impegnata in iniziative benefiche per bambini malati di leucemia, avrebbe ricevuto minacce di chiusura della sua fondazione se non avesse accettato di girare l’endorsment. Ma il Cremlino smentisce.

Ungheria, una Barbie contro l’antisemitismo

Da qualche mese l’Ungheria vive una delicata e allarmante situazione politica. Il presidente Viktor Orban, leader del partito populista Fidesz, sta modificando la Costituzione emanando nuove leggi. Tra queste ce ne sono alcune che minano la libertà di stampa. (La questione è ben spiegata dal direttore di Klub Radio Andras Arato in questa intervista  http://www.articolo21.org/4798/notizia/ungheria-arato-la-democrazia-sta-lentamente.html)

A destar preoccupazione, soprattutto nell’Unione Europea,  sono anche le derive nazionaliste del governo. Negli ultimi tempi poco o nulla è stato fatto per ostacolare l’affermazione di gruppi neonazisti o uscite infelici come quella della deputata Krisztina Morvai che ha detto senza troppi giri di parole: “Vorrei che quelli che si definiscono ebrei ungheresi andassero a giocare con i loro piccoli peni circoncisi fuori dai confini dell’Ungheria e non venissero a insultare me” .

Un sentimento antisemita latente che sarebbe rafforzato dal periodo di crisi economica, per cui si cerca un capro espiatorio.

Barbie ebraica

Ma la comunità ebraica ungherese non china il capo e l’ente no Profit  Haver fa persino pubblicità con una testimonial d’eccezione: Barbie. La celebre bambola bionda viene immortalata con i tefillin, i cosiddetti “filatteri”utilizzati dagli ebrei durante la preghiera del mattino, per promuovere la cultura ebraica nelle scuole.

In Ungheria gli ebrei sono più di 100.000 e la loro è una delle comunità più importanti dell’Europa centro-orientale. Da anni l’associazione si occupa di favorire il dialogo interculturale e intereligioso, al di là dei nuovi antisemitismi e della politica di Orban.

La “Pietà Yemenita” di Samuel Aranda trionfa al World Press Photo

Una donna velata tiene tra le braccia un uomo ferito. Il Niqab le copre gli occhi, il suo dolore sembra soffocato. A trasmettere la disperazione ci pensano la postura dei soggetti, la desolazione dell’ambiente, la composizione dell’immagine che rievoca immediatamente La Pietà di Michelangelo.

La foto di Samuel Aranda ha vinto il World Press Photo

La foto di Samuel Aranda ha vinto il World Press Photo

E’ questo la foto, firmata dallo spagnolo Samuel Aranda, che ha vinto il World Press Photo 2012, uno dei più famosi premi internazionali di foto giornalismo. Lo scatto risale al 15 ottobre 2011 ed è ambientato nello Yemen, nell’ospedale da campo allestito in una moschea della capitale Sanaa.

La Pietà di Michelangelo

La Pietà di Michelangelo

Ancora una volta, dopo la copertina di Time che aveva eletto “il manifestante” personaggio dell’anno, le rivolte arabe sono protagoniste di un immagine che diventa simbolo dell’anno appena trascorso e icona mediatica.

I manifestanti del Time

I manifestanti del Time

 

Russia, la protesta diventa Viral Art e il web la racconta in streaming

Lo scorso 4 febbraio a Mosca decine di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l’attuale primo ministro e candidato presidente Vladimir Putin. In quella che è stata  l’ultima puntata del dissenso, dopo i cortei del 10 e del 24 dicembre, sono entrati in scena anche i manifestanti pro-Putin. Alcuni di loro, però, sarebbero dei prezzolati.

E mentre in rete circolano i video di alcuni “esperti figuranti della politica” che si fanno pagare 500 rubli  per partecipare al corteo filogovernativo

l’opposizione si sbizzarisce con forme di protesta sempre più creative. Vere e proprie performance,  diventate oggetto di un approfondimento, a sua volta molto interessante perché esempio di talk-show in streaming,  sulla verione inglese della tv araba  Al Jazeera.

Chissà cosa riusciranno a inventarsi gli oppositori da qui al 4 marzo. Certo avranno bisogno ancora di molta fantasia, e non solo, per battere il primo ministro in carica.

Fantasia che, invcece, non è mancata ad AP. Come svelato da Linkiesta, i photoeditor della famosa agenzia di foto-giornalismo hanno taroccato una foto dei manifestanti, spacciandola per uno scatto dello scorso 4 febbario, mentre era datata 1991.

La foto incriminata

La foto incriminata

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